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Sunday, September 09, 2007

Il gran premio visto con gli occhi di un pugliese

In questo preciso istante un ragazzo di quasi 22 anni, pugliese, se ne sta sdraiato sul nostro divano di là in sala. Lo prende tutto, e oltre.
Quando sono entrata per chiedergli qualcosa mi è venuto un colpo.
Una delle mie preoccupazioni sulla casa in cui viviamo è che ora sembra abbastanza ma quando Giacomo e Davide saranno maggiorenni e grandi e grossi, quanto riempiranno questo spazio?
Ecco, stasera l'ho visto.
Non ci staremo mai.
Accantono il pensiero con la consolazione che l'apporcccio anglossassone che mi son sposata 10 anni fa li caccerà fuori casa a farsi una vita giustappunto verso quell'età lì e noi non dovremo cambiare casa.

Piero stanotte non riuscirà a dormire sul materasso gonfiabile degli ospiti perchè troppo eccitato per domani.
Da anni sogna rosso Ferrari e per anni lo ha fatto con la certezza che sarà impossibile a meno di un gran colpo di culo.

Il mese più duro per Piero è maggio, quando si, come dice lui, "deve fare l'erba" e le balle di fieno per gli animali d'inverno.
Allora lui torna a casa dal lavoro alle 5 di sera, si cambia e si mette sul trattore a macinare tratturi fino alle due, o le tre, una volta tutta la notte e poi dopo la doccia via di seguito in ufficio dal papà della sua ragazza a vendere distributori automatici di caffè.
Lo fa per aiutare suo padre, contadino, ma non gli chiede soldi perchè, dice, i miei genitori non mi fanno mancare niente.
Lo fa di notte perchè se lavori col ritmo della natura non puoi rimandare.

Certo, gli dico io, che deve essere difficile.
E penso a me e alle scdenze che ho imminenti, sempre più imminenti.
Ma almeno certe.
Se non ci arrivo, è perchè mi sono male organizzata: la data di un convegno, o del bilancio, non è che mi cambi sotto il naso così ad un capriccio ingovernabile.

Lui spezza un panino a tavola e dice con tranquillità e senza traccia di risentimento, si.
Prendi l'uva adesso.
Avesse piovuto due settimane fa, mentre cresceva, sarebbero stati acini più grossi; ma se piove adesso, mentre sta maturando, allora è diverso. L'acino ha un grado zuccherino di 16 che, moltiplicato per 0.62, farà un vino più o meno di 9 gradi. Così te lo pagano di meno perchè poi ci devono aggiungere le schifezze e quelle cose là.

Per una volta sono il colpo di cuolo per qualcuno.
La mamma di un compagno di Giacomo lavora all'autodromo e mi ha dato due biglietti e due pass per i paddock. Mi ha detto "sono così felice di dare finalmente i biglietti che ho a qualcuno che non mi piomba addosso come un avvoltoio ad ogni inizio di settembre".

Piero domani alle sette esce a ve diretto nel parco rosso Ferrari.

Oggi in piedi in cucina vicino alla mia finestra mi ha detto eccitato che se domani avrà la fortuna di incontrare per un colpo di culo i meccanici della Ferrari chiederà loro un lavoro come operaio e verrà a vivere qui.
Il suo accento pugliese dolce è entrato nelle mie orecchie portandomi l'odore della terra rossa che ho visto quest'estate, zolle così grasse che ricordo perfettamente di aver pensato "se non sembrassi matta io mi sdraierei a pancia in giù, ora, e ci affonderei la faccia tutta ora, e con le braccia aperte le mani rasperebbero ungendosi, scivolando. Ho bisogno, ora, di insozzarmi di questa terra".

Ho accennato col mento a fuori dalla finestra.
Davvero vorresti venire qui?
L'immagine dei campi che ho visto vicino a casa sua salire e scendere con gli ulivi e i mandorli e i ciliegi a perdita d'occhio si sovrapponeva alle case dei miei vicini, a tutte quelle finestre che d'un tratto mi son sembrate loculi di vivi e dietro lontano, le cime degli alberi del parco.
Quando abbiamo comprato casa ricordo bene che un plus dell'agenzia era stata quella vista.

Davvero vorresti venire qui? Non le vedi tutte queste scatole impilate e noi come formiche dentro?
Non ha risposto.

Piero è arrivato volando. All'inizio dell'estate, programmando il viaggio, mi ha chiamato sul cellulare per un consiglio, per chiedermi se era più veloce venire in treno o in aereo, chè lui non aveva molto tempo perchè c'era da finire di preparare i campi per la semina. Io senza fare una piega ho consigliato l'aereo e lui per la prima volta ha volato. Si è dimenticato di spegnere il cellulare sull'aereo e ha scattato una foto dal finestrino che oggi ci ha fatto vedere tre volte.

Si è fatto prestare la macchina fotografica digitale sosfisticata dal papà che è un contadino moderno con la passione del deltaplano e che dall'alto scatta le foto dei trulli che comprano gli inglesi e poi gliele vende così riesce a pagarsi le vele che son care assai.
Mi ha detto "con la mia macchina scalcinata a fare le foto domani, si vedrebbe solo una lunga macchia rossa"

Guardava le prove alla tele oggi e poi correva in cucina, apriva la finestra per sentire dal vivo i rumori dei motori e sorrideva eccitato. Era già solo un colpo di culo così, quella stereofonia.

Piero è educatissimo. Si siede a tavola, si serve e aspetta che tutti abbiano il piatto pieno. Marta oggi a pranzo ha cominciato a mangiare che ancora io mi stavo servendo e ciononostante lui ha aspettato e poi, tutti i piatti pieni, ha detto "buon appetito". E alla fine del pasto si è complimentato per la mia cucine.
Però non alza un dito per sparecchiare o apparecchiare.
Certo che no, sciocca che non sono altro. Son cose da donne quelle.

Normalmente sbranerei qualsiasi uomo per cose così, ma mi son ritrovata a fare il caffè e a servirglielo su un piccolo vassoio con la zuccheriera sentendomi felice di farlo.

Stasera, prima di andare a letto, ha chiamato la fidanzata.
Scimmia la chiama, a gran voce, senza il pudore che avrebbe un post adolescente brianzolo.
Sto tanto bene qui. Ho mangiato ragù e patatine fritte, proprio come quelle che piacciono a te (veramente era un arrosto ma si vede che in Puglia lo chiamano ragù...). Forse, credo, oggi ho visto Trulli, ma era da dietro e non ci potrei giurare... Mi sa che ai piloti non ci faranno avvicinare...ma magari...
Ci sentiamo domani. Però, scimmia, se ci sono le macchine che fanno rumore, non ci possiamo parlare. Ti chiamo dopo la gara.

Io non so descrivere la gioia e il coraggio che mi ha dato oggi questo ragazzo, col suo entusiasmo.

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