<$BlogRSDURL$>

Wednesday, November 14, 2007

Io lo so che è probabile che il mio modo di essere mamma che non prende mai così sul serio le tragedie dei miei figli, i loro mal di pancia, le loro gelosie, i litigi con gli amichetti eccetera eccetera mi si rivolterà contro al compimento della loro adolescenza quando dimenticheranno le risate e gli scherzi e mi accuseranno senza pietà di essere essere stata disordinata, arraffazzonata, sbadata e pertanto causa principe della loro difficoltà di vivere.

So anche, se proprio vogliamo dirla tutta, che a volte questo personaggio di mamma per sbaglio (a volte per sbaglio 'sta cippa a volte davvero si) sembra una specie di macchietta.
Una macchietta fastidiosa per chi ti conosce nella vita di tutti i giorni. Come per il mio amico reale (nel senso di non virtuale) che sa come sono e mi contesta proprio questo giochetto. Dice lui (se ho capito bene) che c'è una scollatura rispetto a quello che sono nella vita di tutti i giorni. Zagreo forse ha ragione, ma me ne frego perchè il mio blog resta il mio posticino, come l'amichetto invisibile e tutto sommato mi sembra più sano che parlare alla mia spalla.

Comunque questa è una digressione.
Il punto era quanto prendere sul serio i propri figli.
Oggi per la terza volta in vita mia ho sentito la loro voce incrinarsi di paura, di vera paura.
La prima è stata non so più quanto fa, saranno, tre, quattro anni, che il contatore è saltato ed è stato buio pesto proprio mentre loro scivolavano nel sonno. Sono scattati su seduti nel letto all'unisono e hanno cacciato un urlo. Un urlo vero, prolungato, dalle viscere. Ancestrale. Che un brivido freddo di un mondo sconosciuto mi ha attraversata la carne.

La seconda è stata quando Davide è stato investito da una macchina. Un urlo di terrore con una sfumatura di stupore. Lì, tra le varie cose che ho capito della vita che sono facilmente intuibili, ho sentito quanto siamo animali dentro.

Oggi invece ho lasciato i bimbi in cucina a fare merenda mentre chiacchieravo con mio padre in sala.
I lacci di una borsa di gomma-tessuto hanno preso fuoco col calore del fornello che scaldava il te. Fiamme vere (domabili scoprirò dopo due secondi percorsi in due passi con gli stivali del gatto).
Si sono accorti e in tre all'unisono hanno urlato di nuovo quell'urlo lì.

Quell'urlo lì smuove in me qualcosa così potente che non riesco ad acchiappare e descrivere.

Stasera a casa, dopo che Philip è rientrato, ho detto a Marta "racconta a papà cosa ha combinato mamma oggi" e lei ridendo gli ha dato un resoconto particolareggiato delle scene di paura che ho fatto a mia madre che mi faceva la puntura dell'antinfluenzale nel braccio.
Tantè il suo cuore a mille che batteva contro il mio petto dopo che avevo domato le fiamme era già stato dimenticato.

Stasera dovrei lavorare e fare una relazione sulla pianificazione di un evento. Invece sono qui con 8 pagine scaricate da internet che spiegano il mondo di Yu-Gi-Oh, Gioco di carte collezionabili.
Infatti ho scoperto che i miei figli sono gli unici nella scuola a non possedere una deck box e dopo aver atteso alcune settimane nella speranza che questa diversità sfumasse nelle loro menti fanciulle mi sono arresa e sono partita alla volta dell'unico negozio specializzato in carte di Yugiecc. di cui si abbia conoscenza in Brianza.

Un mondo fantastico, giuro. Un negozio solo di yugicomesichiama, miniature di Puffi (giuro... almeno 5 vetrinette piene) e un sacco di "fusioni" (ho chiesto cosa vuol dire, la signora me lo ha spiegato, ma non ho capito).

Le istruzioni contengono frasi tipo:
"I Segna-Mostri saranno resi disponibili prossimamente e vengono utilizzati AL POSTO delle Carte Mostro"
"Le Carte Mostro Rituale vanno incluse nel deck, NON nel Fusion Deck"

E poi ancora:
"IMPORTANTE!!!Quando le regole di questo manuale contraddicono quelle che trovi sulle carte da gioco, le regole riportate sulle carte sono quelle da seguire"

Qui mi fermo, penso che non è poi così male questo Yugisomething e me ne vado a nanna.

Comments:

Post a Comment

This page is powered by Blogger. Isn't yours?