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Tuesday, July 24, 2007


Salviamo gli insetti dall'acqua
Ci sono libellule, coccinelle e altri insetti che volando rimangono vitime dell'acqua.
Questi insetti una volta nell'acqua possono uscire e sopravvivere solo con il nostro aiuto. Così se volete, quella mano potete dare.
SALVIAMO GLI INSETTI DALL'ACQUA è un miniclub fra amici per aiutare alcuni insetti che si devono abbandonare al destino della morte in acqua.
Se vuoi far parte leggi il regolamento e compila l'iscrizione.
Se ti iscrivi vuol dire che devi partecipare ad ogni spedizione.
Se scegli attiva i servizi puoi patecipare alle spedizioni solo se ne hai voglia.

REGOLAMENTO
L'acqua va sorvegliata spesso.
L'insetto va preso o con la maschera o con la mano, assolutamente NO con il retino.
L'insetto va sorvegliato finchè non vola via.

PER L'ISCRIZIONE
Completarla in stampatello MAIUSCOLO e firmarla come si preferisce.

COSE DEL CLUB
Scatola per ripresa (personalizzata) (+ scottex)
Maschere rotte (3) (tra cui 2 aggiustabili)

Considerazione uno: e poi dicono che i bambini di oggi non abbiano la fantasia di inventarsi i giochi

Considerazione due: se Marta sapesse che ho ricopiato qui il loro regolamento credo mi farebbe a fettine.
Un giorno parlavamo delle cose che preoccupano e di come se sono segreti si possano dire comunque alla mamma, che lei non li dice a nessuno. E Marta mi ha risposto "non è vero mamma, ora non mi ricordo che cosa ma una cosa che era solo mia tu l'hai scritta nel blog!!"
Ah, cazzo.
Scoperta senza possibilità di appello. Vergogna profonda.
Allora abbiamo creato una frase in codice. Se c'è qualcosa che proprio non si deve raccontare a nessuno nè tantomeno scrivere in un blog, prima di dirla la si precede con la frase SEGRETO PROFONDO.
E' il segnale di cosa seria, da giovani marmotte.
Giuro che su questa cosa del club degli insetti non mi ha detto "segreto profondo".

Però un pensiero mi sfiora: saprò smettere di sbirciare i mille fogli di carta che scrive ogni giorno? Voglio dire, quando prenderanno la forma di un diario vero, ce la farò a prenderla sul serio abbastanza e rispettarla e mai, mai, sbirciare, per nessun motivo, anche quando non ci capiremo, anche quando sarò preoccupata dei suoi comportamenti sconfusionati di adolescente?

Considerazione tre: nel caso mi becchi che ho scritto questa cosa sul blog, credo mi perdonerebbe se trovasse qui nuovi iscritti al suo club ;)

Thursday, July 19, 2007

Vedere un uomo scodinzolare è patetico.
Scodinzolare per scopare negli occhi lucidi di voglia dei trentenni ancora single, scodinzolare per non discutere o scodinzolare per poter avere finalmente anche solo quei cinque minuti di quiete nei mariti annoiati. O scodinzolare per paura. Scodinzolare per pigrizia...dio, questo poi è lo scodinzolo più inaccettabile.
Ecco, così, solo per dire che noi donne vagamente intelligenti ce ne accorgiamo che scodinzolate e ci fa molto ridere.

Wednesday, July 18, 2007

Pensare alla morte è disdicevole? macabro? malato?
Posso pensare alla morte?
Non mia, s'intende. Se non mi son buttata da quella finestra quando Giacomo e Davide avevano 2 anni e mezzo e io guardavo giù pensando non sarà poi così tanto peggio di tutto questo rumore, e di questo casino e di questa folle, frenetica imprevedibilità, non credo mi sfiorerà mai più l'istinto suicida.

Tutti, quando hai dei gemelli, ti chiedono quanto sia stato difficile quando erano neonati. La vera verità è che da neonati non è per niente difficile.
Finchè hai due mani per due biberon.
In realtà non piangono mai tutti insieme e quando capita ti senti così in credito con loro che riesci a non agitarti.

Il difficile viene dopo, quando cominciano a gattonare e poi a camminare e uno va kamikaze da una parte e l'altro allegramente saltellando dall'altra. Di recente qualcuno nella blogofera mi ha epitetato elastic girl e a me si è gonfiato il petto come a un tacchino. No, dico, ce l'avete presente Elastic Girl degli Incredibili? Ecco, io lo prendo come un complimento.

Quindi, fatto salvo, per quei piccoli attacchi di panico che mi assalgono di notte, a volte, quando mi sveglio e penso che i miei bimbi muoiano in circostanze sempre molto tragiche e mi costruisco dei film nella testa che mi vergogno a ripetere perchè sono così ridicoli, io alla morte mica ci penso. Di solito.

Recentemente è morta una cara amica di famiglia.
Diciamo l'equivalente della mia migliore amica per mia madre.
Gli amici dei genitori li vivi di riflesso, ma se ci pensi accompagnano anche la tua vita. Ti accompagnano a fare cose tipo comprare un vestito per un evento di lavoro della mamma, quando mamma è troppo impegnata ad organizzarlo per esserci. Ti tengono a dormire quella notte che i tuoi se ne vanno al cinema o a fare un weekend da soli chè non ne possono più di te o perchè sono anni che non ne fanno uno.
Così ha fatto lei per me e dopo, quando ero diventata grande, le stesse carezze e gli stessi sorrisi e giochi li ha fatti coi miei figli.

La cosa della morte che mi è venuta in mente al suo funerale è stata "posso avere i tuoi segreti?"
Non so se suona brutto a leggerlo, ma una donna così, solare e equilibrata, divertente e intellettuale, buona e interessante...io lo so che questo è quello che si vedeva da fuori ma chissà quanto c'era dietro, quante cose capite, quante mediate, quante accettate e quante no. Chissà quante tante saggezze conquistate e quante sventatezze nascoste.
Mi è venuto come un istinto possessivo di volerle sapere tutte, di volerle rubare dalla bara con i fiori sopra per diventare una donna migliore o forse solo per sentirmi rassicurata.

Qualche sera fa ero su una chiatta nella laguna di fronte a San Marco a Venezia (il perchè è così lungo che ci vuole un altro post) a vedere i fuochi della festa del Redentore. Scoppiettavano nel cielo con forme davvero suggestive e ho pensato a lei. Guardavo l'acqua nera e il parapetto approssimativo costruito credo apposta per accogliere il centinaio di umani mezzi ubriachi e lascivi che l'abitavano per l'occasione.
Pensavo che era nera come il velluto e che avrei anche potuto lasciarmici scivolare dentro con serenità. Una specie di ipnosi che mi rendo conto ad un analista farebbe subito pensare ad uno stato di pre-depressione, ma invece so dentro che non era proprio per niente quello.
Era più una dolcezza serena, un so che potrei scoprire e non mi fa paura ma non adesso.

Oggi un'altra donna è morta. Non l'ho mai conosciuta se non dai racconti. La mamma di un mio amico.
Altri segreti di una vita andati, mai svelati.
Come è giusto che sia.

Tuesday, July 03, 2007

Marta ha galoppato. Tre settimane fa.
Ero lì per caso e lei così contenta che per una volta mamma la vedesse. Anzi, stavo quasi per perdermela, la scena.
E' che io non lo sapevo ma nei maneggi non si può giocare a palla nè correre e così avevo portato Giacomo e Davide nel prato di fronte.
Detto tra noi, tra guardare ansiotica mia figlia sballottolare in groppa a un mezzo pony e tirare calci ad un pallone sgonfio con la borsetta in spalla, preferirei essere in ufficio, questo ho pensato.
Vergogna, vergogna.
E' che quando faccio cose coi miei bimbi, se ci penso bene, io mi annoio. Per quanto mi sforzi, quello che mi diverte davvero è uscire con le mie amiche, discutere con mio marito, scrivere, scrivere il mio blog, leggere quel libro da cui non riesco a staccarmi.
Con loro, mi diverto a vedere loro divertirsi, che è diverso da divertirsi.
E' bello lo stesso, infatti, è grandioso, ma è diverso.
E' stato per puro caso che non ce la facessi più a tirar calci al pallone sgonfio proprio mentre Marta lanciava Gigi al galoppo nell'anello grande. Mi è sfrecciata davanti, tutta rossa in faccia, riuscendo perfino a sorridere e lo sai cosa mi ha detto incrociando lo sguardo??? MAMMA NON TI SPAVENTARE.
Spaventare di che? penso io e poi la voce eccitata dell'insegnante "brava così, su la schiena" e poi quel rumore un po' diverso, DUDUM DUDUM DUDUM. Un rumore molto più circolare e grasso, non vagamente isterico come quello del trotto (chissà perchè il trotto mi fa sempre pensare ad una figa di legno e il galoppo a una tonda ragazza lasciva). La schiena di Marta si raddrizza, le gambe di Gigi mi sa che non ci credono che finalmente ci si diverte e la mia bimba si fa tre volte il giro dell'anello con l'occhio concentrato e un sorriso ebete sulla faccia (lo stesso mio).

Ahia ahha ahioa aiiiii. Il samurai di Davide si è evoluto e ora il repertorio comprende varie sfumature, inclusa quella con l'urlo "taglio della panciaaaaa" inaugurata in occasione dell'operazione al nonno.
Inoltre ha smesso di mangiarsi le unghie, ma ha cominciato a fare delle strane smorfie con la bocca, che storpia appena su e giù, a destra e sinistra, anche quando parla. Non ho ancora avuto tempo di documentarmi su cosa vogliano dire i tic nervosi nei figli (tanto di sicuro troverei un pdf che dice che è tutta colpa della madre e per come son messa in questi giorni, semplicemente, non lo sopporterei), continuo a ripetermi che son solo accenni di tic e non veri tic.

Io...attenzione che è successa una cosa straordinaria. Questa mamma ha fatto la sua prima presentazione pubblica. Sissì, lo so, pazzesco. Di tutte le cose della vita una ci avrei scommesso le mutande non sarei mai riuscita a fare e invece eccomi là col mio set di slide davanti a circa 200 persone a spiegare (in inglese, scusa tanto) che la comunicazione cartacea non morirà mai. Era da così tanto tempo che non desideravo scomparire sotto terra che non mi ricordavo più quanto male ci si sente. E' che io con le parole mi impapino, con la scrittura no. Vai a capire questa cosa strana. Comunque mi hanno applaudito alla fine e io segretamente son certa che fosse più per il mio inglese che per quello che ho detto, ma tantè a me è sembrato come di galoppare.

Mio padre, gliel'ho detto, non finirà mai di stupirmi, non finirà mai di insegnarmi. Ci sono due cose che mi struggono di questo suo momento di malattia. Una è che lui mi accoglie nella sua debolezza. Mio padre a me non si è mai mostrato debole e io ho sempre creduto non ci fosse lo spazio per noi due, adulti insieme, di dichiarare di sentirsi in difficoltà. Semmai solo un breve accenno, diluito con lo scherzo, a qualcosa di già superato. E invece mi lascia parlare, mi permette di consolarlo e questa cosa mi riempie di stupore e di calore.
L'altra cosa è vederlo con mia madre in questi giorni di semi emergenza. Si muovono all'unisono e a star loro vicino a volte ti senti un po' di troppo. Son come una palla che rotola compatta, c'è una tensione quasi sensuale tra loro, palpabile; si muovono come in un minuetto di sopracciglia alzate a cui risponde un braccio proteso, di un sospiro sconfortato a cui risponde un sorriso amoroso, di protesione tutta, unita, a far si che le cose vadano bene perchè lo si sente che se andranno bene per uno anche l'altro sarà salvo, altrimenti chi lo sà. Spero con tutto il cuore di arrivare così a 70anni.

Giacomo invece, con la sua logica infallibile di bambino responsabile che SA, ci ha spiegato che siccome il Milan è di Berlusconi, l'Inter deve essere per forza di Prodi e ancora io son qui che mi tengo la pancia dal ridere.
Schiva i bacini della mamma, ma poi si accorge che me ne accorgo e allora mi fa una carezza. Vorrei dirgli che va bene lo stesso, spiegargli che mica mi offende, ma aspetto che lo capisca da solo perchè a me a volte con i figli mi sembra che si debba fare come coi fidanzati: lasciare che le cose si srotolino come devono.

Stasera tutti eccitati mi hanno raccontato del balletto che hanno preparato per il nonno e "mamma domani te lo facciamo vedere, ok? ..... Mamma, domani ci sei?"
"Ehmmm...veramente...." e mentre cercavo le parole giuste per dire che no, sono al lavoro, Marta mi ha tolto con garbo dall'imbarazzo e con calore e ridendo ha detto "vabbè, mamma, la prima volta che ci sei, te lo facciamo e vedrai che ridere".

La fitta, quella fitta di disagio, ok, si, di senso di colpa, la metto da lato: sono allegri, sono spensierati, sono entusiati, sono capaci di aspettare fino a venerdì.
Però....uffi, lo volevo vedere domani, io.

Sunday, July 01, 2007

Oh. Giù le mani dalla mia argenteria, perdio.

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