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Saturday, September 22, 2007

Vita dei grandi vista dai bambini. Scorcio surreale.

Sono stupita da quante cose siano successe oggi. Sembravano tutte notizie passeggere ma a commentarle coi bimbi stasera a tavola, mi son sembrate un tomo di storia.

1) Oggi ho sentito un racconto toccante di una società nata poco più di un anno fa. Sono giovani soci che hanno deciso che, dopo essersi pagati stipendi adeguati, perfino un poco superiori a quelli del mercato, e aver garantito il bonus ai dipendenti, e dopo aver tolto le spese di gestione, quello che rimane in fondo, quello che comunemente si dice utile, loro non se lo dividono mica, no. Sostengono che non siano soldi loro, perchè il loro lavoro è stato già pagato dallo stipendio più che abbondante. L'utile lo restituicono alla gente e lo danno ad una missione in un luogo dove i bambini fanno i soldati e le bambine le prostitute.

Ecco. Quale argomento migliore potevo avere stasera a tavola? Voglio dire, vogliamo mettere il valore educativo???
L'ho raccontato guardando soprattutto Marta perchè lei a dieci anni mi dava la migliore garanzia di capire il concetto economico di utile, nel senso di fatturato meno spese alla fine dell'anno.

Cala il silenzio e la pausa di riflessione a tavola.

Poi scoppia la paura.
Philip a volte, quando la realtà è così e non ci si può fare niente, non sa mediare le parole e in un nanosecondo tutti sono proiettati in quella vita strana di bambini con la mimetica e le pistole vere (mica giochi che schiacciando il grilletto fan partire la voce metallica "mani in alto") e il concetto passa chiaro e netto con relativa goccia di sangue. Musetti preoccupati. Musetti interrogativi.
Sopra a tutto la domanda "può capitare anche a noi?"
"No. Potrebbe capitare anche a noi, ma lo possiamo fermare".
"Come possiamo fermarlo?" chiede Marta.
"Facendo come quelle persone di quella società che ha raccontato la mamma", risposta.

2) Oggi era giornata di pace.
29 guerre al momento nel mondo (ricordo bene?).
Bimbi: "Davvero??"
"Davvero".
Marta: "Mamma, io odio i soldi. Prendi ad esempio il petrolio: petrolio uguale oro..."

Davide prende fiato due volte. Vuole dire qualcosa ma inserirsi quando Marta parla non è affatto facile. Philip gli fa un cenno..."wait, but don't forget what you want to say" sussurra, perchè lo conosce e sa che capita spesso che poi dica "non mi ricordo più".

"..perchè non possiamo usare il baratto? Se l'Italia volesse il petrolio non potrebbe fare un baratto petrolio-olive di Puglia?..."

Davide si alza, va alla scrivania, scrive qualcosa.

"...I soldi son solo per non fare fatica....", continua Marta.

Davide torna a tavola e mi tende un foglio.
"NON MI RICORDO!!!!" c'è scritto sopra a matita tutto di sbieco (ecco che comincia una comunicazione tutta parallela)

"Cosa vuoi dire Marta?" mentre guardo Davide e gli faccio una carezza, me lo prendo in braccio e gli dico di provare a ripensare.

"....si, per non fare la fatica di ammazzare la mucca per avere del prosciutto.."

Rido e decido di tralasciare il particolare mucca --> prosciutto.

(è chiaro che qui c'è da lavorare sulla comunicazione familiare se i maschi credono di poter far valere le loro opinioni solo per iscritto...)

Arriva un nuovo foglio, questa volta di Giacomo. Cita: "io odio la guerra. E tu?"
Ribatto, per iscritto, naturalmente (non scombiniamo i ruoli che ciascuno ha scelto, che qui è già un bel casino così), "anche io".

Arriva un altro foglio, di Davide: "Quasi mi ricordo", c'è scritto.
Dai, dai, che ci siamo, gli dico.

Sono a mezzo tra l'isteria di tutto questo movimento di parole e fogli e le lacrime agli occhi dal ridere.

Marta continua a parlare ma c'è un limite alla mia capacità di ascolto e ora non ricordo cosa dicesse perchè stavo lì con sguardo interrogativo a fissare Davide che mi guarda e dice "ho scritto QUASI!!". Occertto, quasi, scusa tanto, vedrai che viene.

Arriva finalmente.
"Mamma ma perchè i bambini gli danno le pistole per fare la guerra vera?"

3) un'altra cosa buffa che è successa è che una signora che si chiama Loretta Goggi ha messo al suo posto, in diretta, Mike Buongiorno.
Sapete chi è Mike Buongiorno?
Marta "si, io lo so chi è! E'quello che si è laureato senza studiare."

4) E poi, un'altra cosa che è successa è che il governatore della Liguria ha guidato contromano per sbaglio. Si è fermato appena se ne è accorto. Quando è arrivata la polizia lui non aveva la patente e l'unica cosa che aveva nel portafoglio era la tessera di ex parlamentare e la polizia allora lo ha lasciato andare. Adesso fanno gli accertamenti. Ma lui ha detto di aver sbagliato e che vuole la multa.

Marta: "essì,mamma, gli importanti fanno solo Roma-Milano, non vanno mica in Puglia. Ma lui era a Genova che conosce per forza. Come ha fatto a perdersi? Sai cosa ha detto secondo me alla polizia? Ogguarda come sono importante io, sono molto bravo, faccio il pesto; sono bravo io, cambio Genova io. Questo è il lavoro del politico, mamma. Non sono sicura che funzioni quello che dico, ma secondo me se ne stanno tutti a pancia all'aria. Me lo vedo io Berlusconi sdraiato, ubriaco, che pensa...non so proprio cosa fare....mah...dai che faccio una legge...cambio il nome all'Italia...chiamiamola Berlusconilandia e facciamo pagare il biglietto"

Sono attonita.

Wednesday, September 19, 2007

I miei adorabili bambini mi comunicano stasera alle sei e trenta che per il laboratorio di pscotrimicità domani devono portare a scuola:

- un sasso grande, piatto e liscio
- un cuscino, tassativamente quadrato
- una copertina

E' peggio di una caccia al tesoro.
Abbiate pietà di me.

Monday, September 17, 2007

Ho appena passato credo circa due ore al telefono con la mia amica.
Ecco.
La distanza non ammazza. Di certo no, me lo ha insegnato lei.

Ma quello che volevo scrivere stasera, quello che avevo programmato di scrivere è questo: sono una mamma davvero fortunata.

Oggi i bimbi tornati a casa mi han subito chiesto: "cosa si mangia stasera?"
Io: "l'arrosto di maiale"
Loro: "mamma, bruciato come l'altra volta vero? Era così buono e saporito"
Io: "certo che si, ci proverò..."

La scorsa volta ero su un libro di cucina con le lacrime agli occhi perchè avevo questo pezzo di carne e nessun ingrediente di nessuna ricetta in frigo.
Lavoro troppo di questi tempi ma dentro voglio comunque fare bene per tutti noi e a volte bene scioccamente può anche voler dire un buon arrosto a tavola, tutt'intorno.
E poi Angela per caso mi ha chiamato e prima ancora di dire ciao io ho detto "c'hai una ricetta per il maiale?" e lei ha detto "si" e io ho cominciato a seguire le sue istruzioni ma una chiacchiera qui, una là, ho finito per sbruciacchiarlo (malamente).

Ora io onestamente mi viene da chiedere perdono ai miei figli che si meritano di meglio, ma adesso è così e il mio meglio non lo possono avere, chè la fiera è alle porte, la mamma cigola e a volte usa le sette goccie di valium, chè la vita è faticosa e capita che non riesci bene a nascondergliela tutta la misera fatica che annulla anche i pensieri buoni. Ma ti senti comunque tranquilla perchè presto potrai spiegarglierlo e ridere di solletico di nuovo.

Stasera non ho bruciato l'arrosto. Abbiamo dovuto aspettare le nove per mangiarlo, ma c'aveva un sughino delizioso, e le carote e patate mantegate a puntino.

Han pulito il piatto facendo la scarpetta come al solito.
Poi hanno detto "buono mamma. ma quello bruciato l'altra volta era più buono"

Sono una donna fortunata.
Infatti c'ho un culo grande così.

Sunday, September 09, 2007

Il gran premio visto con gli occhi di un pugliese

In questo preciso istante un ragazzo di quasi 22 anni, pugliese, se ne sta sdraiato sul nostro divano di là in sala. Lo prende tutto, e oltre.
Quando sono entrata per chiedergli qualcosa mi è venuto un colpo.
Una delle mie preoccupazioni sulla casa in cui viviamo è che ora sembra abbastanza ma quando Giacomo e Davide saranno maggiorenni e grandi e grossi, quanto riempiranno questo spazio?
Ecco, stasera l'ho visto.
Non ci staremo mai.
Accantono il pensiero con la consolazione che l'apporcccio anglossassone che mi son sposata 10 anni fa li caccerà fuori casa a farsi una vita giustappunto verso quell'età lì e noi non dovremo cambiare casa.

Piero stanotte non riuscirà a dormire sul materasso gonfiabile degli ospiti perchè troppo eccitato per domani.
Da anni sogna rosso Ferrari e per anni lo ha fatto con la certezza che sarà impossibile a meno di un gran colpo di culo.

Il mese più duro per Piero è maggio, quando si, come dice lui, "deve fare l'erba" e le balle di fieno per gli animali d'inverno.
Allora lui torna a casa dal lavoro alle 5 di sera, si cambia e si mette sul trattore a macinare tratturi fino alle due, o le tre, una volta tutta la notte e poi dopo la doccia via di seguito in ufficio dal papà della sua ragazza a vendere distributori automatici di caffè.
Lo fa per aiutare suo padre, contadino, ma non gli chiede soldi perchè, dice, i miei genitori non mi fanno mancare niente.
Lo fa di notte perchè se lavori col ritmo della natura non puoi rimandare.

Certo, gli dico io, che deve essere difficile.
E penso a me e alle scdenze che ho imminenti, sempre più imminenti.
Ma almeno certe.
Se non ci arrivo, è perchè mi sono male organizzata: la data di un convegno, o del bilancio, non è che mi cambi sotto il naso così ad un capriccio ingovernabile.

Lui spezza un panino a tavola e dice con tranquillità e senza traccia di risentimento, si.
Prendi l'uva adesso.
Avesse piovuto due settimane fa, mentre cresceva, sarebbero stati acini più grossi; ma se piove adesso, mentre sta maturando, allora è diverso. L'acino ha un grado zuccherino di 16 che, moltiplicato per 0.62, farà un vino più o meno di 9 gradi. Così te lo pagano di meno perchè poi ci devono aggiungere le schifezze e quelle cose là.

Per una volta sono il colpo di cuolo per qualcuno.
La mamma di un compagno di Giacomo lavora all'autodromo e mi ha dato due biglietti e due pass per i paddock. Mi ha detto "sono così felice di dare finalmente i biglietti che ho a qualcuno che non mi piomba addosso come un avvoltoio ad ogni inizio di settembre".

Piero domani alle sette esce a ve diretto nel parco rosso Ferrari.

Oggi in piedi in cucina vicino alla mia finestra mi ha detto eccitato che se domani avrà la fortuna di incontrare per un colpo di culo i meccanici della Ferrari chiederà loro un lavoro come operaio e verrà a vivere qui.
Il suo accento pugliese dolce è entrato nelle mie orecchie portandomi l'odore della terra rossa che ho visto quest'estate, zolle così grasse che ricordo perfettamente di aver pensato "se non sembrassi matta io mi sdraierei a pancia in giù, ora, e ci affonderei la faccia tutta ora, e con le braccia aperte le mani rasperebbero ungendosi, scivolando. Ho bisogno, ora, di insozzarmi di questa terra".

Ho accennato col mento a fuori dalla finestra.
Davvero vorresti venire qui?
L'immagine dei campi che ho visto vicino a casa sua salire e scendere con gli ulivi e i mandorli e i ciliegi a perdita d'occhio si sovrapponeva alle case dei miei vicini, a tutte quelle finestre che d'un tratto mi son sembrate loculi di vivi e dietro lontano, le cime degli alberi del parco.
Quando abbiamo comprato casa ricordo bene che un plus dell'agenzia era stata quella vista.

Davvero vorresti venire qui? Non le vedi tutte queste scatole impilate e noi come formiche dentro?
Non ha risposto.

Piero è arrivato volando. All'inizio dell'estate, programmando il viaggio, mi ha chiamato sul cellulare per un consiglio, per chiedermi se era più veloce venire in treno o in aereo, chè lui non aveva molto tempo perchè c'era da finire di preparare i campi per la semina. Io senza fare una piega ho consigliato l'aereo e lui per la prima volta ha volato. Si è dimenticato di spegnere il cellulare sull'aereo e ha scattato una foto dal finestrino che oggi ci ha fatto vedere tre volte.

Si è fatto prestare la macchina fotografica digitale sosfisticata dal papà che è un contadino moderno con la passione del deltaplano e che dall'alto scatta le foto dei trulli che comprano gli inglesi e poi gliele vende così riesce a pagarsi le vele che son care assai.
Mi ha detto "con la mia macchina scalcinata a fare le foto domani, si vedrebbe solo una lunga macchia rossa"

Guardava le prove alla tele oggi e poi correva in cucina, apriva la finestra per sentire dal vivo i rumori dei motori e sorrideva eccitato. Era già solo un colpo di culo così, quella stereofonia.

Piero è educatissimo. Si siede a tavola, si serve e aspetta che tutti abbiano il piatto pieno. Marta oggi a pranzo ha cominciato a mangiare che ancora io mi stavo servendo e ciononostante lui ha aspettato e poi, tutti i piatti pieni, ha detto "buon appetito". E alla fine del pasto si è complimentato per la mia cucine.
Però non alza un dito per sparecchiare o apparecchiare.
Certo che no, sciocca che non sono altro. Son cose da donne quelle.

Normalmente sbranerei qualsiasi uomo per cose così, ma mi son ritrovata a fare il caffè e a servirglielo su un piccolo vassoio con la zuccheriera sentendomi felice di farlo.

Stasera, prima di andare a letto, ha chiamato la fidanzata.
Scimmia la chiama, a gran voce, senza il pudore che avrebbe un post adolescente brianzolo.
Sto tanto bene qui. Ho mangiato ragù e patatine fritte, proprio come quelle che piacciono a te (veramente era un arrosto ma si vede che in Puglia lo chiamano ragù...). Forse, credo, oggi ho visto Trulli, ma era da dietro e non ci potrei giurare... Mi sa che ai piloti non ci faranno avvicinare...ma magari...
Ci sentiamo domani. Però, scimmia, se ci sono le macchine che fanno rumore, non ci possiamo parlare. Ti chiamo dopo la gara.

Io non so descrivere la gioia e il coraggio che mi ha dato oggi questo ragazzo, col suo entusiasmo.

Friday, September 07, 2007

No so....
E' che ad essere genitori ci si avvolge tutti di questo ruolo che si diventa dei punti di riferimento.
E'come a mettere il vestito elegante per una occasione speciale e il trucco e i tacchi, e ti senti invincibile e bella tanto quanto ti fanno sentire gli occhi curiosi e fiduciosi dei tuoi figli.

Un punto fisso, un faro.
E poco tempo ti resta per pensare quali siano i tuoi, di riferimenti.

Occerto, c'è la famiglia. La tua famiglia intima, da sposata intendo, o dico o quel che si voglia, e la tua famiglia allargata. Che fa specie a dirlo perchè fino a pochi anni fa la tua famiglia intima era quella che poi adesso scrivo allargata, in quel capovolgimento che è proprio solo della natura e non c'è modo di cambiarne il corso (e su questo ho molto altro da dire ma non ora).

Occerto ci sono gli amici, quelli di sempre, il branco del liceo, e quelli più nuovi, le pierine, le donne dei tuoi amici che hanno preso la pool position perchè il branco era composto da uomini di una certa intelligenza che hanno saputo scegliersi donne coi controcazzi.

E si, certo, la tua scrivania, la chiave che gira nella toppa dell'ufficio la mattina e quel passo dentro al corridoio...non c'è mattina che io non pensi anche per un piccolo momento subconscio "questa è casa, anche". Dal mobile scelto lì, alla torretta sotto il tavolo, tutto è stato un pensare di far il meglio possibile e tutto quel meglio mi avvolge ogni giorno, anche i giorni sporcati dall'ansia.

Oggi sono stata paralizzata tutto il giorno, praticamente.
Ho talmente tanto lavoro da fare che giuro che in tutti i miei anni di lavoro non ho mai umanamente visto così tanto lavoro da fare.
Ho una grande paura.
Una paura scientifica. Chirurgica direi. Perchè davvero io una mole così è la prima volta in vita mia che la vedo.

Mi barcameno.
Accanto alla mole, Marta comincia lunedì una scuola nuova. Le medie, santiddio e chissà che cartella si deve portare alle medie. Zaino? Capiente? Non capiente? Cosa è trendy giusto per essere riconosciuta dal branco ma non troppo per alienare le linee guida della nostra arraffazzonata educazione?
Attenzione che sembrerebbe qui che io stia parlando di cazzate, ma non lo sono se ci si ricorda come ci si sente, dentro dentro, ad essere bambine che si cambia scuola e nessuna faccia conosciuta oltre la porta della classe.

E trovare il giusto equilibrio tra quel senso di imbarazzo che ancora mi assale se mi metto nei suoi panni lunedì prossimo e che mi farebbe spianarle ogni strada e il senso di sdrammatizzare di una mamma pseudo-adulta che sa che è meglio far finta di niente e lasciare che la preoccupazione della bimba arrivi segreta e magari inconfessata, perchè così poi, forse, magari, diosperiamo, farà di lei una ragazzina più forte.

Nel mentre di tutto questo, il fratello di Philip di sposa il prossimo weekend e Marta doveva fare la damigella col vestito fru fru e lei stava cercando di farsi coraggio a fare quella parte, in inglese, in Inghilterra e invece adesso, a 10 giorni dal matrimonio, loro hanno cambiato idea e lei non farà più la damigella e niente vestito fru fru e adesso dobbiamo spigarle perchè e non c'è niente di peggio che spiegare a un figlio un perchè che non capisci molto bene neppure tu.

E nel mentre di questo, mentre facevo un brief a una ragazza in gamba che coraggiosamente si è offerta di aiutare in questo mese di lavoro assurdo, ho ricevuto una chiamata sul cellulare. La scuola di Giacomo e Davide che mi convocava per una riunione con la Preside (per la classe di Davide). Riunione straordinaria. Ho pensato subito cazzo.
Una riunione straordinaria il venerdì alle 1430 quando la scuola comincia il lunedì successivo alle 8.30 per me vuol dire solo una cosa.

I punti di riferimento miei a volte mi sorprendono come sciabole.
A parte quelli della categoria "eccerto".

Due giorni fa son tornati dal mare tutti i bimbi. Non sono neanche riuscita a dar loro il bacino della buonanotte perchè il telefono ha squillato e mentre io parlavo loro si sono addormentati.

Sono arrivata troppo tardi in camera e dormivano tutti e tre. Ho pensato che ci voleva un grandangolo per fotografarli e con l'immagine spiegare. Ci provo a parole. Marta prende ormai quasi tutto il letto e dorme come una donna con le forme sotto il lenzuolo che miodio si salvi chi può. Giacomo è così sereno di questi tempi che abbraccia il cuscino, semiscoperto nel sonno che anche a toccarlo non sussulta affatto. Davide avvolto come sempre in un bozzolo che si fa col lenzuolo, come un culto.

Cazzo, loro pensano che io sia il loro, ma loro sono il mio (punto di riferimento).

E poi quella giovane maestra. Laura.
Le dai circa 23 anni, non uno di più. Poi scopri che ha una bimba e ti stupisci perchè sembra una bimba lei.
Per me, per definizione, una maestra è una specie di complice. L'ascolto perchè forse mi racconterà cose dei miei figli che io non so. Certo che non le so. Vivon con la maestra più che con me, a pensarci bene. Mi fido perchè è il loro mestiere e prima di questionarlo devo avere ragioni ben valide (e una ragione ben valida deve andare oltre l'uterinità mia di madre).
Ma Laura le si accendono gli occhi a parlare di Davide e ai colloqui sforiamo sempre facendo aspettare la mamma successiva perchè trascinate dall'entusiasmo parliamo anche di altro, della sua bambina, della vita di ogni giorno. Irresistibile Laura con la sua faccia giovane e gli occhi limpidi di passione per il suo lavoro e di amore per i suoi bambini.

Una riunione straordinaria con la preside per i genitori della sezione di Davide il venerdì prima dell'inizio della scuola può significare solo che Laura va via.

Laura ha finalmente accumulato punti abbastanza per guadagnare la cattedra che si merita versus il precariato che ad ogni inizio d'anno, per chissà quanti anni, le ha fatto temere uno stipendio in meno per la sua bimba.

Prima ancora di pormi il problema di come dirlo a Davide, mi sono accorta che ero io, prima di tutti, quella a cui dare una sistemata, quella che aveva bisogno di qualche minuto per riprendere aria e ricomporsi.
Infatti ho pianto.
Perchè la maestra di mio figlio andava via.
Ecco.
Lo dico.

Eccolo lì, inaspettato, un mio punto di riferimento di cui non sapevo.

Sunday, September 02, 2007

Marta, la mia bambina, quella che sta nella foto qui sul tavolino col vestitino a quadretti rossi e la cartella di Hello Kitty, scattata la mattina prima di uscire per il primo giorno di scuola, oggi mi ha detto quanto sia brutto il fidanzato di Kate Moss.

Sai mamma, è grigio grigio, grigio che assomiglia all'Urlo di Munch.

Oggi, nel dubbio su cosa indossare per il matrimonio di domani, si è provata i miei sandali bassi, quelli con i fiori di pelle intarsiati davanti che mi son comprata nel negozietto trendy in riva al mare. E le andavano bene.

Lunedì prossimo se ne va in prima media.

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