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Thursday, January 17, 2008

"Ciao cucciola, tutto bene? E' andata bene la scuola?
Tesoro scusa ma mamma ha una fretta indiavolata...te la senti di stare sola in casa per un'oretta? Vado a prendere Angela, accompagno i tuoi fratelli a rubgy e poi torno"
"Ma torni in tempo per portarmi a pallavolo?"
"Spero di si. Se non torno in tempo tu vai e chiudi bene. Te la senti?"
"Si, mamma, io esco alle sei meno un quarto perchè mi devo cambiare là"
"Ok, spero di farcela. Se non ce la faccio tu vai. Quando hai finito mi chiami...il cellulare è carico?"
"Si, mamma"
"Brava. Io alle sette sarò a casa di sicuro e ti aspetto. Se vuoi mi chiami e facciamo la strada insieme" (la pallavolo è dietro l'angolo, n.d.r.)
"Ok"
"Sicura che è ok?"
"Sicura, mamma. Evapora!"

Da un po' di tempo Marta mi dice così, quando non mi vuole tra i piedi.
Se lo è inventato dopo una lezione di scienze in laboratorio.
Mi dice: evapora.
Evvabbè.

Evaporo e non ce la faccio a rientrare in tempo per portarla a pallavolo.
Mentre guido nel traffico e mi fermo a comprare gli ultimi ingredienti per la cenetta che mi pregusto da due giorni con la mia amica, mentre con lei chiacchiero come se avessi dieci anni, ogni tanto mi affiora il pensiero e una lieve preoccupazione, ma al solito son facilmente distraibile e quasi mi dimentico che è passata l'ora.

Per questo mi sorprende entrare in casa e non trovarla. Soprattutto mi sorprende il foglietto sul tavolo:

Ciao mamma, ciao Angela.
Sono uscita prima che voi arrivaste perchè mi dovevo ancora cambiare e non volevo fare tardi!
Io tornerò con l'Ale e sua mamma quindi non chiamo. Ho quasi finito i compiti.
T.V.B. Marta


Se esiste un momento preciso in cui una mamma si accorge che la sua bimba è cresciuta, credo che questo sia stato il mio.

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