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Monday, January 21, 2008

Mi son detta che non avrei dovuto farlo, perchè non sopporto le madri che fanno i compiti ai figli. Proprio non esiste.
Poi mi son detta che invece avrei dovuto farlo, perchè non sopporto che mia figlia debba sacrificare lo sport per la scuola, non a 10 anni, perdio.

Oggi è il giorno di rientro per Marta, che quindi arriva a casa alle 5. Alle 6 ha pallavolo. La prof di italiano assegna un altro testo, oltre a quello che già avevano, per domani. Marta si era portata un po' avanti perchè lo sa che il lunedì non ha tanto tempo per studiare, ma questo nuovo compito che si accavalla al primo testo e si aggiunge alle altre materie per domani, la stronca. Quando arrivo a casa mi accoglie furibonda e spaventata. Non ce la farà mai, se ne accorge anche lei.

Questa prima media è un vero shock e lei sembra tenere botta niente male, quindi quando vacilla come stasera mi viene la rabbia anche a me.

Chiedo il permesso a Philip, che risponde perentorio che certo, procedete pure, chè in questo caso si tratta solo di mancanza di tempo, non di mancanza di capacità.

Ed eccole lì, mamma e figlia, sul tavolo della cucina, ognuna con un testo da sviluppare, la raccolta delle idee, la scaletta, lo svolgimento. Abbiamo finito, copiatura in bella copia compresa, alle 10.30.

Testo 1 - Descrivi quello che vedi dalla finestra della tua stanza
La finestra della mia camera è molto grande e ha una maniglia di ferro ancora originale con un motivo floreale e un pomello d'ottone, come si usava all'inizio del '900.
Sul davanzale ci sono due vasi di ciclamini. I fiori non profumano ma hanno dei bei colori accesi, rosa e bianco, che mi fanno sentire allegra anche quando piove. Nella terra di un vaso è piantata anche una girandola colorata che la mamma mi ha regalato quando ero piccola. Ora i colori sono sbiaditi, ma funziona ancora e quando c'è vento fa un rumore sommesso. Se apro la finestra e guardo in su, vedo il tetto della casa, perchè abitiamo all'ultimo piano. E' in pendenza e ricoperto di legno scuro. Dal tetto scendono le grondaie, storte e arruginite.
La strada sotto è silenziosa e un po' buia. Si distinguono le macchine parcheggiate e, poichè domani c'è il lavaggio strada, un lato è tutto vuoto. Vedo una signora che frettolosa cammina sul marciapiede con una borsa della spesa. Forse sta tornando a casa e va veloce perchè deve ancora cucinare la cena. Di fronte a me c'è una casa marrone chiaro, con tante finestre ma senza balconi. E' un vecchio mulino che adesso è stato trasformato in tanti appartamenti. La vista che mi piace di più dalla mia camera è quella dei due grandi pini che stanno nel giardino del condominio di fronte. Sono più alti del mio palazzo e d'inverno hanno i rami cascanti. Forse sono un po' stanchi.
Oltre i pini, si intravede l'incrocio dove c'è la chiesa e il negozio di A., la cartolaia dove compriamo tutto quello che mi serve per la scuola. La luce lì è calda e arancione.


Testo 2 - Itinerario dei sensi al parco
ITINERARIO DELLA VISTA
Il panorama del parco è molto vario, ma trovandomi nel prato imbiancato dalla brina del mattino dove posso notare il gigantesco tavolo marrone con la sua corrispondente sedia, ho uno scenario ben chiaro, se non fosse per la nebbia. Subito davanti a me c'è un lungo prato fronteggiato da alberi molto alti, i cui rami formano un triangolo, quasi grigio a causa del sottile strato di ghiaccio che li ricopre. Fra di essi, dall'altra parte della strada, posso distinguere un palazzo bianco, largo ed imponente, un po' nascosto dalla luce fioca. Se sposto il mio sguardo verso sinistra vedo delle case malmesse, di colore rosso mattone appunto perchè non dipinte. Sono costruite su una parte più in alto di quella in cui io mi fermo a contemplare. Danno l'impressione che cadano giù in picchiata a causa dell'assenza di recinzioni. Poi c'è la strada nera e asfaltata che molti ciclisti percorrono. Ruotando ancora intorno a me c'è il retro del centro ippico dove ci sono i box, dalle cui porte si possono osservare le teste dei cavalli e alcune fare il ballo dell'orso. Di fianco c'è la sede dell'amministrazione parco. Dopodichè c'è un piccolo prato segnato da un cerchio al centro, disegnato dai cavalli. Infine c'è tutto un lato costituito da alberi come quelli descritti all'inizio.
ITINERARIO DELL'UDITO
Da quel piccolo prato posso sentire il cinguettio degli uccelli, il frusciare del fiume che scorre lì vicino e il nitrire e il camminare dei cavalli al maneggio.
ITINERARIO DELL'OLFATTO
Vicino al tavolo posso percepire il tanfo che emana il letame e il terreno, ma anche la fragranza della freschezza di questa mattina.
ITINERARIO DEL GUSTO
Stare lì, nel parco, mi ricorda anche i pic-nic che faccio con la mia famiglia nei quali mangio il buon pane fatto in casa da papà.
ITINERARIO DEL TATTO
Tutto quello che urto, tocco o sfioro è freddo a causa del maltempo.


Allora....chi ha scritto cosa?
Ce la faremo domani a non farci beccare dalla prof?

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