<$BlogRSDURL$>

Thursday, May 08, 2008

Otto anni fa e poco più quando ho partorito Giacomo e Davide (cosidetti dai più - fatto che mi irrita sempre - "i gemelli") di parto naturale su un cesareo (un dolore che non sto a dirvi) invocavo il bisturi urlando ad ogni contrazione con una codardia che tutt'oggi mi fa abbassare gli occhi quando passo per la via dell'ospedale, perchè son certa che ancora potrebbero riconoscermi come quella là, quella matta che urlava non li voglio, non li voglio più, fatemi tornare a casa eccetera eccetera.

Ma quando tutto è finito, sapevo di aver provato qualcosa di sensazionale. C'è una specie di stregoneria nel modo in cui il tuo corpo prende il sopravvento su di te quando partorisci e una specie di magia nell'istante esatto che tu donna capisci che ti devi arrendere e fidare di quello che sei, anche se in quel preciso momento quello che sei sembra essere un veleno che ti corrode le viscere dentro tanto ti fai male.

Per questo, quando i bimbi erano fuori, io con i tremori tipici del dopo parto ho pensato "non avrò mai più paura di niente".
Non perchè ce l'avevo fatta a superare il dolore, che quello è una cazzata. Piuttosto perchè affidandomi per disperazione alla forza della natura ha funzionato tutto, me nonostante.
Da allora posso fidarmi del mio corpo ad occhi bendati, perchè so che può spingersi oltre quello che io credo sia il mio limite.
E insieme so che esiste una armonia rara da ripetersi che ha a che fare con l'istinto e col sentire ogni tua fibra accordata senza bisogno di capire esattamente come sia successo.

Va da sè che quel senso di potenza sovrannaturale si è pian piano sfumato negli anni e che ho finito per aver paura di moltissime cose, alcune addirittura idiote, fantasmi che non spaventerebbero neppure "i gemelli".

Però a volte, quel movimento fluido, quell'armonia sintonica tra me testa e me gesti fa di nuovo capolino, in momenti sorprendenti.

Oggi è stata una giornata di merda.
Non una di quelle in cui ti senti brutta o grassa. Una di quelle in cui ti senti inadeguata e insipida, che è obiettivamente peggio di essere brutta o grassa. Di quelle che tutti intorno a te ti sembrano così tanto più intelligenti e tu sciatta e banale. Inutile, infatti.

Ma la sera a casa c'è stato un piccolo incidente, una insufficienza "dimenticata" per un mese.
Di fronte al musino di "uno dei due gemelli" con già le lacrime giù a goccioloni per la sgridata che si aspettava, è arrivata come un'onda lunga l'armonia tra la mia mente e il suo corpo.
D'istante ho capito cosa dovevo fare, che non potevo sgridare un'insufficienza in un bimbo che porta a casa sempre bei voti, nè la sua bugia.
Come mi ha detto lui tra i singhiozzi, tutti i suoi compagni hanno paura della sgridata per un'insufficienza e per questo piangeva.

L'avevo portato in un'altra stanza per fargli una bella ramazina, ma diotiringrazio quell'intuizione che mi ha fatto esitare e ha dato a lui una pausa preziosa per potersi spiegare.
E a me il tempo di dirgli che sbagliare spesso significa non aver capito e che non sarà mica 'sto dramma, basta che qualcuno glielo rispieghi.

Io dubito spesso, forse troppo spesso, di essere una brava minimanager o una brava marketing manager o una brava imprenditrice. Dubito spesso di me in generale.
Poi arrivano casulamente amplessi come questo, quando d'istinto faccio esattamente la cosa giusta.
Quella potenza, quella mancanza di paura fa capolino. E consola un poco.

Comments:

Post a Comment

This page is powered by Blogger. Isn't yours?