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Friday, October 24, 2008

Marta è in difficoltà.

Le compagne fino a pochi mesi fa amiche per la pelle ora sono un gruppetto che la ignora e organizza sotto i suoi occhi (senza invito) capatine dal gelataio prima di tornare a casa.

L'amichetta con cui la mattina si è accordata per studiare a memoria il dialogo di inglese assegnato per compito, contattata il pomeriggio per procedere, ha cambiato idea e l'ha già fatto con altre due. Marta va incontro all'interrogazione senza la compagna e si salva in corner studiando la mattina con l'altra esclusa del gruppo.

Telefonate e sms si incrociano a sua insaputa finchè, povera stella, ne riceve uno per sbaglio e scopre che telefonate e sms si stavano incrociando.

E fin qui le budella di mamma si ritorcono, ma c'è ancora spazio per il confronto e sono sere che parlo a mia figlia cercando di capire, e insinuando sottile che forse, magari, non è che anche tu dovresti essere un po' più flessibile, dovresti accettare gli altri e le loro diversità, dovresti smettere di essere un po' fondamentalista...

Un'amica di recente, proprio a proposito di Marta, mi ha detto questa frase che la vita è il 10% cosa ti succede e il 90% come tu prendi quello che ti succede e questo ho cercato di spiegare a mia figlia, perchè lo so che, specie se un po' ipersensibili e un po' troppo istintive (purtroppo da me ha preso questo Marta), si finisce in dei catch 22 pericolosissimi, vortici che amplificano insicurezze altrimenti trascurabili.

Il mio difetto, come madre, è che tendo sempre a pensare che sia mia figlia che esageri, che sia lei che sbagli, che potrebbe essere più tollerante, meno sofisticata, più sbarazzina, meno snob. Che magari travisi troppo, che non dosi le parole, che in generale sia colpa sua.

Ma un'altra persona di cui mi fido molto mi ha detto che devo stare comunque e sempre dalla sua parte (di Marta), che non posso chiederle di reagire in modi che non la fanno sentire a suo agio e che se lei lamenta di essere messa da parte, devo crederle a prescindere.

E' difficile credere a una bambina/ragazzina, specie pensando con la testa di adulto; ma altrettanto difficile è non credere a tua figlia di cui ti fidi.

Oscillo tra le due, ma poi stasera succede che Marta racconta che a scuola è presa in giro dai compagni.
Additata come bambina viziata, infatti.

Come cosa, scusa?
Come bambina viziata.
Ah. E perchè saresti viziata?
Mi dicono che sono una bambina viziata perchè voi non mi date punizioni.

Chiaro che non oscillo più.

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