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Monday, November 10, 2008

Bye bye Elena

La vita scorre che se non ti fermi un secondo ti perdi la magia.

Mentre Barack Obama fa un discorso così, mia figlia torna in auge.

La streghetta irresistibile (lo ammetto, è effervescente, simpatica, bella e intelligente quanto stronza) che ha dominato finora il gruppo decidendo chi poteva andare a prendere il gelato giovedì dopo la scuola e chi no, escludendo Marta e causando lacrime e musi, ha oltrepassato il limite.
Una piccola svista, un errorino di calcolo, ma le femmine sono femmine e tanto è bastato per rovesciare le carte.
L'amichetta offesa dalla streghetta, in lacrime si è guardata intorno e ha visto Marta che ora è di nuovo invitata nei salotti "perchè tu Marta si che tu sei una vera amica, sempre uguale a te stessa".
Fiùùùù ... abbiamo alcune settimane serene davanti.

Intanto Elena si trasferisce. Elena dalla pelle di pesca deve andare perchè è arrivata la nuova libreria a contenere lo specchio, i cassetti con le mollette e gli orecchini e le tante indispensabili cianfrusaglie.
Mi ha sempre fatto molto senso Elena dalla pelle di pesca, fin da dentro il negozio. Quella pseudo gommina che si arriccia tra le dita se le dai un pizzicotto mi ha sempre ricordato le maschere di Diabolik, le mute da sub, il cerone delle Monzalady.
E non ha mai neppure ben pisciato quando ce lo aspettavamo o pianto al momento giusto del role play "mamma, tu fai la nonna e io la mamma".
Bisognava sempre schiacciare il reset nel fondoschiena, e cioè rompeva lo swing del gioco ed era molto fastidioso.

Marta stasera a tavola rideva di gusto alle nostre chiacchiere, la testa indietro con la coda di cavallo alta, quella che prende solo una parte di capelli. E' andata dal parrucchiere dopo la scuola settimana scorsa, tutta da sola, comprandosi un pezzo di pizza e poi tornando a casa a piedi.
Due giorni dopo ci sono andata anche io, stesso parrucchiere, e Carmen, la parrucchiera, mi ha detto che non ci credeva, che si sono messe a parlare di politica e che quasi non riusciva a tenerle testa.

Rideva a tavola con la testa all'indietro e il profilo bene in evidenza e io pensavo che c'è una gran cosa che i figli non sapranno mai, ed è la dolcezza di una madre che riconosce in quel profilo il contorno del neonato e in un certo senso possiede una parte di loro che non possono conoscere di se stessi e la dolcezza di custodirla è solo nostra, di genitori.

La vita scorre ma non mi fa alcuna tristezza. Sorrido di me e ancor più sorrido dei racconti di mia figlia, che quello di terza A "mamma, è proprio carino, ma carino carino" e tutte si sono innamorate e lui ha detto che la ragazza di terza D con cui sta adesso la lascerà a Natale.
Ma a Natale quando, dico io, prima durante o dopo?
Bò, dice lei. E ha detto che dopo si fidanza con una della nostra classe, la Bea o la Rebi, o forse l'Elena.
Non usare gli articoli coi nomi, mi viene da dire, ma la curiosità mi vince e chiedo come fanno a sapere i nomi del mazzo da cui sceglierà Mr. Carino Carino.
Bò, mamma.
Ma li ha detti lui?
No, mamma, ma sono quelle le prescelte. E oggi, mamma, all'uscita della scuola eravamo tutte lì in gruppetto e lui è uscito abbracciato a quella là della D e mentre passava, si è girato verso di noi e ci ha detto "vi piacerebbe, eh?".
"Mamma, quello è carino carino ma anche scemo scemo".
Fiuuuùù.

Il debutto nel campionato di pallavolo, la temuta partita che le liquefaceva le gambe, è passata anche quella. La squadra in campo trasudava emozione, perchè ci tengono e pensavano di non essere brave. Vedere queste ragazzine con le dita tese verso la palla, esitanti di paura, ti fa desiderare la fulminea paralisi della squadra avversaria, salvo poi rimanerci male per loro, la squadra avversaria, sconfitta (Fiuuùù), chè son ragazzine con le gambe tremule pure loro.

L'emozione del weekend e del campionato ha tolto concentrazione e Marta non si è portata avanti con i compiti. Stasera le ho buttato giù la traccia di un tema per aiutarla, tremando io di paura chè poi magari prende un brutto voto ...e son responsabilità.
Poi lei ha detto che non si sentiva a suo agio e che diceva alla prof che aveva sbagliato a calcolare i tempi.
E qui più che un "fiuuùùù" mi è venuto da pensare un "'sti cazzi", o forse tutte e due insieme.

Elena se ne va in cantina.
Stasera facevo queste foto e Giacomo è venuto intorno e ha chiesto "mamma perchè fotografi la stanza di Marta e la bambola?"

Marta gli ha detto con fare un po' sufficiente "è per il suo blog, Giacomo, così si ricorda"
Poi si è girata verso di me e ha detto "Mamma, va solo in cantina...."



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