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Thursday, April 24, 2008


Amarcord

Non so bene come sia cominciato.
Sono andati in gita oggi, in una specie di oasi naturale/palude nel pavese e sono tornati con un sacco di nomi di animali, tipo barbagianni, tipo armadillo, che un conto è pronunciarli e un conto è dare loro una forma, per una come me che solo da pochi mesi sa cosa sia un gatto.

Aspettando le pizze da asporto abbiamo cominciato a digitare su google immagini e ad ogni immagine una storia che mi ha insegnato la differenza tra un animale e un componente della famiglia di Barbapapà, perchè forse c'è stato un giorno che io tutte le cose che imparano oggi loro le sapevo, ma ho una memoria ridicola e sto ristudiando (e la cosa è assai eccitante, devo dire).

Fatto sta, che non so per quale collegamento di idee siamo finiti a googolare la parola "carosello" e atterrati qui e poi qui e poi qui.

Tra Cimabue che fa una cosa e ne sbaglia due e il Gigante che ci pensa lui non saprei decidere cosa mi abbia fatto sentire meglio.

Pescando da non so dove cantavo le sigle a memoria e loro ridevano e ridevano.
Ancora mamma, ancora mamma.

E poi, questo.

Se non fosse che sono adulta potrei giurare sulla testa dei miei figli che tra il 1978 e oggi, così , strada facendo, qualcuno mi ha sostituito, che questa madre di tre bimbi non è la stessa persona cresciuta, ma qualcuna di più capace messa al suo posto per fare quanto necessario, cucire una pezza dove non potevo arrivare. Non è possibile che sia io.

"Mamma, possiamo guardarne un altro?"
"No, è ora di andare a nanna"
"Domani mamma?"
"Certo che si, domani si"
"Mamma?"
"Dimmi tesoro"
"Mamma, la televisione ai tuoi tempi era molto più bella, mamma"
"Buonanotte amore ."

Sunday, April 20, 2008

Non ho tempo di scrivere, non ho tempo di scrivere.

Ma se lo avessi i prossimi post sarebbero su:

1. genitori e sport: quando siamo in tribuna a guardare il minivolley, o il minicalcio, o il miniquelloche vuoi tu ci rendiamo conto di quanto riusciamo a renderci ridicoli o dobbiamo proprio aspettare che siano i nostri figli a farcelo notare?

2. donne chiacchierone: chi ha la parlantina si ricordi sempre che potrebbe star rubando tempo a chi non ne ha

3. punti neri sulla faccia o nelle orecchie: negli adulti e negli adolescenti per me sono un segno che non ci si guarda allo specchio (fatto alquanto grave) o che chi ti vuol bene non ti si avvicina abbastanza

Saturday, April 19, 2008


Questo portacoltelli è semplicemente geniale.
Non mi serve, ma lo voglio.
(Grazie kika)

Wednesday, April 16, 2008

Aiutare i figli coi compiti, diciamocelo, è una gran noia.
Per questo fin dall'inizio io me la sono svicolata.
Ad abituarli a fare i compiti da soli si finisce per far un gran bel figurone, come genitori.
"Signora, suo figlio è davvero autonomo", "Signora, sua figlia è davvero responsabile".
In realtà sapessero che dietro a quel risultato tanto c'è della mia voglia di evitare la noia.

Capita però, e lì non è che si possa svicolare, che ti chiedano aiuto.
E così allora scatta la molla eroico-assistenziale-autocompiacimentale che ti fa rispondere in tono amamibile e rassicurante "ma certo tesoro porta i libri qui in cucina che ti aiuto mentre preparo la cena".
E finisci che ti diverti, a fare la geometria. Infatti li capisci tutti i problemi e ne assapori i passaggi logici con un senso di pace. Ti dai della scema per aver dannato allora e pensi che finalmente si, ce la fai a pagare il conto, tiè tiè.

All'apice di questo senso di riscatto, ridicolo e immaturo, ma che pur dà la sua bella soddisfazione, mi trovo davanti al prossimo esercizio:

Un triangolo rettangolo con un angolo acuto ampio 30° e un pentagono regolare hanno lo stesso perimetro. Calcola le misure dell'ipotenusa e del cateto minore del triangolo rettangolo sapendo che il lato del pentagono e il cateto maggiore del triangolo rettangolo sono lunghi rispettivamente 26,5 cm e 48,5 cm.

Procediamo coi dati, calcoliamo il perimetro e poi ci blocchiamo.
Abbiamo un perimetro ed un cateto maggiore e dobbiamo trovare 'sta benedetta ipotenusa.

Son sempre stata una chiavica nelle materie scientifiche. Infatti ho una laurea in lettere. Philip è laureato in lettere classiche quindi più in là di chiamare gli angoli del triangolo alfa, beta e gamma, arriva solo a consultare internet senza risultato.
Il mio senso di potenza sbiadisce. Tre amichette consultate al telefono brancolano nel buio.
E' sera, la cena cuoce, a Marta viene lo sconforto.

"Bè, tesoro, abbiamo ancora una possibilità"
"E quale mamma?"
"Twitter"
"Twiche?"
"Niente, tesoro, ci pensa mamma"

lavale3 ha il perimetro di un triangolo rettangolo e il cateto maggiore
lavale3 deve trovare l'ipotenusa. come si fa? veloci che la cena e' quasi pronta
mschwarz @lavale3: sei sicura che sia il perimetro e non l'area?
lavale3 perimetro, perimetro. un angolo del triangolo e' 30 gradi, ma non credo che serva
mschwarz lavale3: certo che cambia, perche' vuol dire che il terzo angolo e' 60, quindi il triangolo rettangolo e' meta' di un triangolo equilatero.
mschwarz quindi il cateto minore e' meta' dell'ipotenusa
mschwarz quindi catetomag+ip+ip/2=perimetro
lavale3 @mschwarz sei un genio. Marta ti abbraccia :)
mschwarz @lavale3: un abbraccio a voi. Alla prossima.

Così, dedicato a tutti quelli che mi guardano come se fossi un po' toccata perchè mi piace stare on line.
(Grazie Marco)

Thursday, April 10, 2008

Davide

"mamma, mamma!" mi corre incontro con occhio illuminato
"che c'è tesoro? dimmi"
"ma non potremmo essere la famiglia che riesce a mettere insieme mitologia, scienza e religione?"
"uhmmm... si amore, adesso ci pensiamo e ci organizziamo"

Tuesday, April 08, 2008

Come mi ha insegnato la mia amica Angela
la felicità non è uno stato d'animo, è una scelta


Thursday, April 03, 2008

"Mamma, non ne posso più"
"Di cosa non ne puoi più?"
"Dei maschi, mamma"
Eh, sai che novità...
"E perchè?"
"Perchè prendono sempre a calci la mia cartella. Non posso andare in bagno al cambio dell'ora se no la prendono a calci. Mi hanno rotto la riga lunga contro il muro con un calcio l'altro giorno. E X e Y fanno la stessa strada mia per tornare a casa e danno i calci alla cartella facendola cadere dal carrellino e poi scappano ridendo"
"Giura".
"Si e poi l'altra mattina mi hanno strappato la mia tavola col disegno del progetto scuola-ferrovia"
"E tu che hai fatto?"
"Niente, mamma. Cosa vuoi che faccia? Scappano via subito ridendo"
"Marta, cosa vuoi che ti dica? E' normale. Hai presente cosa fate voi ragazze che vi divertite a riempire il diario di sticker e di dediche e di ritagli di attori di High School Musical o di gattini e cagnolini? Ecco, l'equivalente di queste scematine qui, nei maschi è dare calci a cartelle e stuzzicare le bambine"
"Ma mamma, quello che facciamo nei nostri diari non sono scemate, quelle dei maschi invece si"
"Bè, oddio....dipende dai punti di vista...vabbè...senti Marta, nessuno ha il diritto di maltrattare le tue cose o peggio ancora di farti sentire a disagio, quindi quello che devi fare è guardarli con sguardo assassino e dire se lo fai di nuovo ti tiro un calcio nelle palle"
"Ma davvero mamma posso dire una cosa del genere?"
"Si. Però, dopo che l'hai detta, se lo fanno di nuovo, devi tirarglielo per davvero. Pensi che potresti farlo?"
"Si mamma"

Mi risponde con uno sguardo così determinato e crudele che sento sia meglio edulcorare un po'...
"Ooh, ma senza esagerare eh?"
"Tranquilla mamma, non li sterilizzo" mi risponde.

Ho fatto bene o son stata diseducativa?

Wednesday, April 02, 2008

Mi debilitano, i faccia a faccia con me stesso.
Specie quando ha ragione l'altro.

Diego De Silva, Non avevo capito niente

Tuesday, April 01, 2008

Memento

Finalmente mia mamma e mio papà sono riusciti a trovare l'unico negozio probabilmente in tutta la Lombardia che sa taroccare le chiavi della nostra porta blindata, si proprio quelle che ci vuole la tesserina e che si, io l'ho persa.
(Ormai ci vuole una password per tutto. Come disse una volta mio cugino, c'è una sottile preoccupazione all'idea di doversi ritrovare un giorno a digitare il PIN per far l'amore con la propria moglie)

Oggi ho fatto scivolare tre chiavi in un anello e l'ho consegnato ufficialmente a Marta.
Ecco lì che mia figlia ha le sue chiavi di casa.

E si lo so che adesso dalle dita potrebbe partirmi un post sdolcinato, di quelli che ricordano le sue forme in miniatura e, prima ancora di vederle, delle nostre paure a dire ai miei che ero incinta senza essere sposati e le loro lacrime di felicità e della spinale e di Philip che ha visto la mia pancia aperta mentre mi facevano il cesareo e dei giorni e giorni io e lei in Inghilterra senza sapere dove sbattere la testa e dio che noia ma non posso dirlo a nessuno, anzi aspetta che lo comincio a dire, tò nessuno mi accusa e tutti dicono che si finalmente che bello poterlo urlare tutti insieme che noia che è spingere una carozzina, e delle volte che mi lasciavo pettinare i capelli, quasi pomeriggi interi a fare da manichino alla sua pazienza di parrucchiera praticante mentre adesso se li fa da sola con la piastra, lisci lisci e trendy, e se la coda non le viene perfetta scaglia la spazzola con frustrazione e di quando ero malata e lei aveva tre anni e per consolarmi mi ha offerto il suo ciuccio, e...
Nonnò, non scrivo niente di tutto questo.

Sarebbe di certo partito il post sdolcinato, se non fosse per il suo sguardo (suo di Marta) a tavola stasera.
Io ho fatto una specie di piccolo annuncio pubblico/familiare per:
1. farla sentire un po' importante
2 (vero scopo dell'azione). assicurarmi che capisse bene che NON DEVE PERDERLE
e lei mi ha guardato con uno sguardo così di femminile superiorità che dio tremo per i suoi futuri spasimanti dicendomi "mamma, quanto la fai lunga, sono solo delle chiavi".

A quel punto il post che mi si stava formando nella testa mentre vivevo mi si è congelato tutto.
Eccerto che sciocca ridicola sentimentale che sono.
Si, però che palle questi figli pragmatici che ti tolgono tutto il gusto di riassaporare la vita e complimentarti per dove sei arrivata senza fare danni (apparenti).

Ho riso molto e le ho dato ragione.
Poi ho avuto un moto inconsulto e le ho detto "va bene, io la smetto di fare la sentimentale, però tu fammi un piacere. Guardati bene intorno. Guarda i piatti gialli, guarda papà come è adesso, guarda questa tovaglia a scacchi, e i tuoi fratelli davanti a te e le loro guance paffute di bambini, guarda la mamma e questa carbonara che hai mangiato stasera.
Hai guardato?
Bene, adesso RICORDATELO.
Fammi il piacere di ricordartela bene questa sera e poi ne riparliamo quando darai le chiavi di casa ai tuoi figli"

Lei ha fatto un risolino.
Io anche.

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