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Tuesday, September 30, 2008

Un giorno, così per amicizia, vorrei fare un party con tutti quelli, italiani e stranieri, che lavorano di sera inoltrata.

Son qui al pc con pressanti scadenze per la prossima settimana (e diotiringrazio dopo ricomincio a respirare) pensando di essere quasi l'unica (a parte i miei colleghi con la stessa pressante deadline) al mondo ad essere così pazza da passare tempo a spedire mail a quest'ora.
Infatti, se devo proprio dirla tutta, le sto salvando in bozza, perchè io mi vergogno un po' che i miei interlocutori vedano che son ridotta a lavorare di sera. Salvo tutto in bozza e mando fresca fresca domani mattina.
Perchè io davvero non sono il tipo da lavorare di sera eppure l'ingranaggio mi schiaccia in vista della scadenza. E mica voglio che mi si creda una workholic (e mica posso dare il link al mio blog come prova, eh.).

Ma mentre son qui a farmi tutti 'sti pensieri ricevo mail di gente che lavora e non si fa 'ste pippe di salvare in bozza e mandare fresca fresca domani mattina e mi viene una gran voglia di segnarmi giù i nomi e di invitarli tutti, dopo la grande scadenza, a una festa in cui ridere molto di noi.

Questo era un pensiero veloce. Ora torno a lavorare ;)



Sunday, September 21, 2008

Ripeto storia mentre l'altro vuole leggermi la brutta del tema. Buono e silenzioso si mette in fila e aspetta il suo turno. Lo guardo e vorrei essere due, perchè il tempo è prezioso e mi si stringe il cuore a vedere un bimbo costretto a sprecarne. Marta è stata scaricata dall'amichetta per la ricerca di scienze. Vai a capire dove stia l'impiccio, chi abbia detto la parola sbagliata, io non c'ero santa pace e sono un disastro in questi battibecchi di bambine. Vado subito in panico, forse perchè mi ricordano tanto il disagio mio da piccola che volevo essere amica di tutti e mai riuscivo a stare nel gruppetto giusto. Sdrammatizzare queste cose non è mai stato il mio forte. C'è da mettere a posto e fare spazio per i nuovi libri e le domande questo ti serve ancora? si intrecciano alla storia delle fonti, agli archeologi, al predicato nominale e verbale. Non la sai, torna a leggerla e vienimela a raccontare quando la sai. E si, mamma non ho pantaloni lunghi, ok, facciamo il cambio dell'armadio e questo sacco ora va per i poveri e questo per l'amica che scelga se qualcosa le piace per sua figlia e adesso il corridoio è una sfilza di sacchi che a male pena si cammina. E gli ometti della lavanderia che non si capisce come di stagione in stagione si moltiplicano nell'armadio e poi quando li vuoi tirare fuori per buttarli via sembran fatti apposta per agganciarsi l'uno all'altro senza rimedio in un gomitolo di metallo che ti fa saltare i nervi. Le piantine della nuova casa stanno vicino alla finestra in cucina, bisogna decidere dove sta la cucina e dove la sala mentre il dubbio ti assale se starai facendo la cosa giusta, non a decidere se meglio la vista della valle dalla cucina o dalla sala, ma la vista della valle in genere. Devo assolutamente ricordarmi di firmare il consenso alla gita di inizio anno prima di andare a letto. 24 euro a testa, santo cielo è meglio non fermarsi a pensare, 50 euro di botto. I pensieri poi corrono seguendo strade che portano su e giù per il paese e marcano con una puntina come nei film dei detective dove c'è preoccupazione e dolore e ogni preoccupazione si riflette nella tua storia perchè a 40 anni abbiamo tutti già vissuto abbastanza da sapere che in un modo o nell'altro non siamo immuni e che gli stessi dolori e preoccupazioni si presentano a ciacuno, solo con vestiti diversi. Trilli ha una specie di crosticina sotto il pelo. Se fosse un figlio penserei alla psoriasi ma è un gatto e chissà cos'è nei gatti. Domani devo ricordarmi di chiamare il veterinario e già che ci sono a ricordarmi, devo ricordarmi anche di chiamare il tecnico della caldaia chè qui l'acqua calda da venerdì è un terno al lotto.
Domani ricomincia il lavoro e mi ronza la testa perchè non so da che parte cominciare. C'è una parte organizzativa che deve andare avanti come una macchina da guerra e un'altra strategica che crea pensieri che si suppone siano creativi e l'agire per l'una e per l'altra deve per forza andare in parallelo. A me tutte 'ste righe parallele fanno andare insieme la vista e mi danno anche un po' d'angoscia chè mi sembra si moltiplichino all'infinito tipo film di Hitchcok.

E' una di quelle sere che mi chiedo se ce la farò mai a tenere tutto insieme.
Ecco.

Thursday, September 11, 2008

Il corso di marketing & sales che sto facendo è veramente eccitante.

Io faccio il lavoro che faccio per caso. Cioè per puro caso sono finita in questo mestiere di "comunicare" e, non per caso ma direi più per incoscienza, tre anni fa sono diventata un'imprenditrice e scivolata nel mestiere di "vendere", chè se il business è tuo qualsiasi cosa tu faccia in ufficio in realtà l'unica che dovresti è appunto vendere, che così guadagni.

Ma io sono laureata in storia della chiesa medioevale e dei movimenti ereticali e si capirà quindi che tutto quello che faccio oggi è frutto di una serie di intuizioni impilate per benino che in 12 anni di lavoro sono diventate una specie di competenza sensitiva.

Andare ad un corso con docenti del Politecnico di Milano mi ha fatto finora sentire in gran parte una sprovveduta abissale e allo stesso tempo mettere insieme finalmente un mondo intero, ché mi sa che nel 2009 li frego tutti i miei clienti e finalmente faccio un sacco di soldi.

Ciononostante ci sono stati dei momenti di vera crisi esistenziale e convulsione ilare, uno per tutti quando il docente ha detto:
"se tu vendi cibo per cani, da oggi non vendi più cibo per cani bensì un sistema integrato per il benessere del tuo animale"

Ecco, allora mi vien voglia di:
1) chiedermi senza indugio "ma come siamo messi tutti quanti?"
2) lanciare il concorso del secolo "dimmi la frase di marketing più isterica che tu abbia mai sentito" e poi farne una dispensina da spedire a Natale random ai miei colleghi (perchè non so se è noto, ma non esistono più competitor, siamo tutti colleghi, che fa più chic)

Tuesday, September 09, 2008

Sono così stremata che a stento il cervello funziona e come ultimo vagito della giornata si chiede flebile se tutto questo abbia un senso.

Dopo 8 ore di un corso di formazione intitolato Il sistema cliente e il presidio della relazione consulenziale (che a onor del vero è il primo corso a cui partecipo veramente fatto bene) mi ritrovo a dover rimescolare le carte per un gioco nuovo che so di poter giocare e, immodestamente, anche vincere. 
Ma diochefatica, diciamocelo.
Perchè son vecchia. Cioè non proprio vecchia, infatti affatto vecchia mi sento, ma un po' stanca si. Ed è sempre così tanto bello pensare che vada tutto bene e vivere sulla cresta di questo sogno e rimandare la presa di coscienza che eccoci, è di nuovo tempo di rimettersi in discussione. Uffi.

E allora raccimoli i tuoi pochi stracci e li riordini con un sistema diverso, che funzionerà per un altro poco e poi ci rinventeremo tutti, di nuovo.
Qualcuno di cui mi fido molto di recente mi ha detto che questo è il segreto della felicità adulta. La formula include con cadenza regolare seguire intuizioni nuove e rinventare, anche dal principio.
A volte vorrei essere uno dei miei figli e avere una mamma che mi indica la strada.

Mentre il tutor del corso si eccitava quasi orgasmico nel mostrarmi le infinite, intime vie con cui potrei accoppiarmi ai miei clienti (perchè io non lo so ma così tanto so di loro e così poco in realtà sfrutto) uno di loro, dei miei clienti intendo, uno che conosco risvoltato come un guanto e con cui abbiamo pianificato strategie a medio e lungo termine, sinergie per risparmiare eccetera eccetera, perchè insieme da anni abbiamo lavorato sulle infinite intime vie d'accoppiamento, mentre mangio e mi rilasso con due chiacchiere, mi fa in faccia il segno della croce, dell'estrema unzione, dichiarando che con me ha chiuso.
Evvai. 
Si lamenta, il cliente, di non aver avuto l'esclusiva ma non si ricorda, il cliente, di aver tirato sul prezzo fino a strozzarmi (senza chiedermi, comunque, l'esclusiva)

Il fatto è che in quell'istante tutti i piani nel mio cervello si capovolgono.
Il cliente è un asset aziendale, dice il tutor, devi conoscere il cliente e creare il sitema di business, tenere il cliente perchè è molto meno costoso che trovarne di nuovi.
La frase mi rimbomba dentro mentre cerco un nuovo equilibrio tra il perderlo all'istante con una frase glaciale o il mediare con l'immagine dei cent accumulati nell'angolo come Paperon de' Paperoni.

Ti concedo che siamo tutti strozzati, ma potevi prendermi da parte, potevamo parlarne. Invece hai scelto un gesto violento e abusivo come l'estrema unzione. 
Ma sai una cosa? Mavaffanculo, ma di cuore.

Sarà un mondo di squali e io sarò una sogliola, ma questa sogliola poi si è messa in macchina, ha macinato 15 km di coda, ha preso la figlia a pallavolo, ha discusso col mister possibilità di uno sponsor per delle magliette decenti per la squandra U12 che non se la fila nessuno, è arrivata a casa, ha cucinato, si è seduta a fare un tema con suo figlio, ha cenato e ora sta rispondendo alle mail degli altri suoi clienti e sono le 23 e 52 e suo marito è già a letto ed è stanca dentro e sarebbe meno stanca se solo sapesse che il suo lavoro fosse rispettato. Questa sogliola non ha davvero bisogno di un cafone.
Io son pronta a mettermi in discussione, ma non per te.
Si, lo so che sei un cretino, ma lo stesso mi chiedo se abbia un senso.


Thursday, September 04, 2008

Mentre cucinavo stasera in cucina i bimbi trafficavano col cesto delle macchinine.

Mi piace tanto quando spontaneamente trasferiscono il loro gioco vicino a me. E' come un balletto delicato, un magnetismo fluido che li sposta verso dove c'è uno di noi. E mi commuove nel profondo perchè trasuda di generosità di condivisione e mi insegna. Imparo così tanto dai miei figli che è meglio che non glielo dica, se no comincerebbero ad approfittarsene ;).
Eppure, cosa che non mi riesco a spiegare, pur amando così tanto averli intorno a me, ho sviluppato un'abilità sofisticata nell'azzeccare quando dire "uhmmm" "ahhaa" "davvero?" "è bellissimo" eccetera eccetera senza davvero ascoltarli.
Confesso, è il mio limite. Mi annoiano le macchinine. E quasi tutti i giochi che fanno.
Credo che loro lo sappiano. E sono loro grata per accettare lo stesso con entusiasmo i miei uhmm, ahaaa, davveri. Forse lo capiscono nel profondo dentro che certo che mamma non può divertirsi con le macchinine e allora il gioco vero è un gioco delle parti in cui ciascuno recita per divertimento una poesia di vita ed è grato all'altro per reggere la scena e creare un sogno.
Trafficano, c'è rumore di ruote che girano, di plastica e metallo in miniatura, ogni tanto dal cesto esce una storia "ti ricordi quando A. ha schiantato questa contro il muro, guarda ha il fanale rotto" "mamma secondo te il davanti di questa macchina qual è?" (hotwheel futuristica, sfido chiunque ad indovinare) "io da grande ne voglio una così, ma rossa"

"uhmmm, ahha, davvero??"

La cena è quasi pronta, i pomodori tagliati, i cetrioli conditi, i cordon bleu in padella.
Mi giro verso il tavolo.
Cioè, mi giro sul serio stavolta (prima erano solo occhiate con la mente altrove, a una giornata troppo densa) pronta a partecipare.
"Ma che bello!!! Che gioco è?"
All'unisono, come solo i gemelli a volte possono uscirsene: "Si chiama Traffico A Milano"

Ecco, è anche per questo che ce ne andiamo da questa città.

Wednesday, September 03, 2008

Hai presente quelle frasi che ti colpiscono?
Tipo quelle che alcuni mettono come piede alle mail, oppure come status su skype del tipo:

The harder you work, the tougher it is to give up, Vince Lombardi
Dopo il verbo "AMARE", il verbo "AIUTARE" è il più bello del mondo, Bertha von Suttener
Wherever I look you are islands
Nulla è più pericoloso di un'idea quando è l'unica che abbiamo
Non con l'età ma con l'ingegno si raggiunge la sapienza, Plauto

Frasi che le leggi e pensi e poi vorresti essere capace di averci pensato tu e averle messe tu in calce alla mail o come status in chat.

Perchè anche io vorrei essere capace di riassumere anche una sola cosa di me stessa in una frase così perfetta e non ci riesco mai e i miei status si riducono sempre solo a un patetico, banale "pappa time".

Oggi una mia cara amica (con la quale a stento riusciamo a stare serie per più di due minuti) mi ha detto "è come essere una sogliola sdentata in un mare di squali".

E io ho pensato "ecco, finalmente, c'ho la frase."
Le ho chiesto il copyright, me lo ha concesso e io mi sono gasata un casino all'idea di dare questo messaggio di me a tutti, colleghi, amici, perfino clienti e chissenefrega.
Voglio dire, è o non è una frase favolosa???

Tutta tronfia e soddisfatta ho dichiarato a tavola questa grande verità: siamo sogliole sdentate in un mare di squali.
Eddai, è bellissima, è una bellissima immagine che fa ridere e pensare. Mi sento proprio così e lo voglio dire a tutti.

Dall'angolo destro del tavolo è arrivata una vocina.
Davide.
"Ma non lo sai mamma che le sogliole si mimetizzano?"

Ecco, 'fanculo, ho perso la mia frase d'effetto.

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