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Wednesday, October 29, 2008


Preadolescenza #1









Io: Marta, guarda questa foto che ti hanno scattato l'altra domenica alla partita, guarda come sei carina...

Lei: Mamma, ma cosa cavolo dici, guarda quell'orrendo brufolo sul mento!


Friday, October 24, 2008

Marta è in difficoltà.

Le compagne fino a pochi mesi fa amiche per la pelle ora sono un gruppetto che la ignora e organizza sotto i suoi occhi (senza invito) capatine dal gelataio prima di tornare a casa.

L'amichetta con cui la mattina si è accordata per studiare a memoria il dialogo di inglese assegnato per compito, contattata il pomeriggio per procedere, ha cambiato idea e l'ha già fatto con altre due. Marta va incontro all'interrogazione senza la compagna e si salva in corner studiando la mattina con l'altra esclusa del gruppo.

Telefonate e sms si incrociano a sua insaputa finchè, povera stella, ne riceve uno per sbaglio e scopre che telefonate e sms si stavano incrociando.

E fin qui le budella di mamma si ritorcono, ma c'è ancora spazio per il confronto e sono sere che parlo a mia figlia cercando di capire, e insinuando sottile che forse, magari, non è che anche tu dovresti essere un po' più flessibile, dovresti accettare gli altri e le loro diversità, dovresti smettere di essere un po' fondamentalista...

Un'amica di recente, proprio a proposito di Marta, mi ha detto questa frase che la vita è il 10% cosa ti succede e il 90% come tu prendi quello che ti succede e questo ho cercato di spiegare a mia figlia, perchè lo so che, specie se un po' ipersensibili e un po' troppo istintive (purtroppo da me ha preso questo Marta), si finisce in dei catch 22 pericolosissimi, vortici che amplificano insicurezze altrimenti trascurabili.

Il mio difetto, come madre, è che tendo sempre a pensare che sia mia figlia che esageri, che sia lei che sbagli, che potrebbe essere più tollerante, meno sofisticata, più sbarazzina, meno snob. Che magari travisi troppo, che non dosi le parole, che in generale sia colpa sua.

Ma un'altra persona di cui mi fido molto mi ha detto che devo stare comunque e sempre dalla sua parte (di Marta), che non posso chiederle di reagire in modi che non la fanno sentire a suo agio e che se lei lamenta di essere messa da parte, devo crederle a prescindere.

E' difficile credere a una bambina/ragazzina, specie pensando con la testa di adulto; ma altrettanto difficile è non credere a tua figlia di cui ti fidi.

Oscillo tra le due, ma poi stasera succede che Marta racconta che a scuola è presa in giro dai compagni.
Additata come bambina viziata, infatti.

Come cosa, scusa?
Come bambina viziata.
Ah. E perchè saresti viziata?
Mi dicono che sono una bambina viziata perchè voi non mi date punizioni.

Chiaro che non oscillo più.

Thursday, October 16, 2008

Ogni volta che per caso passo un po' di tempo con le mamme dei compagni di scuola di Marta mi inquieto.
Non sono una grande frequentatrice dei caffè alla macchinetta della scuola.
Io li accompagno, i miei figli, li bacio, strapazzo un po', saluto, m'infilo in macchina e vado in ufficio.
In realtà solo ormai coi bimbi maschi, Marta se ne va da sola a scuola, ormai.

E' proprio questo che non mi spiego...anche i compagni di Marta vanno a scuola da soli e quindi le loro mamme non prendono il caffè alla macchinetta della scuola.
Quindi, mi si spieghi....come fanno a sapere così tante cose che io non so??
Sanno TUTTO.
Dai flirt che s'intrecciano in classe, alla depressione della prof. di matematica, i voti dell'ultima verifica di grammatica ordinati per cognome e distinti in categorie maschi/femmine, circolari su cui nascono questioni di principio (che io devo aver firmato - firmo tutto, lo so, perchè Marta è precisa - senza evidentemente notare il principio), episodi di vita in classe che per quel che mi sembra solo una mosca potrebbe custodire.
Sanno addirittura cose di me che ancora non ho messo a fuoco io (cioè, che non pensavo neanche di dover pensare).

I casi sono due e il dubbio mi inquieta: o ho una dote rara di sintesi o sto sbagliando tutto e fra qualche anno mia figlia mi punterà il dito contro chiedendomi dov'ero.

Il post l'avrei finito qui.
Ma a ben pensarci, mi è venuta fuori un'altra cosa da scrivere.

E' che noi mamme facciamo del nostro meglio. Sono sicura che in ogni momento mi alambicco a considerare tutti i risvolti di quello che dico. Ci penso sul serio, faccio uno sforzo grande intendo, o almeno io lo percepisco grande.
Ad esserci, a farmi stirare i capelli con la piastra, a sederle di fianco mentre fa le espressioni la sera tardi perchè c'era l'allenamento di pallavolo, a misurare le parole perchè mai si senta inadeguata e sempre a suo agio con se stessa, perchè lo so che non c'è niente di peggio che avere qualcuno che ti dice che se fossi diversa saresti meglio.
Cerco di immedesimarmi, cerco di passare la mia esperienza (per quel che vale) con un linguaggio che sia adatto, cerco di non dimenticarmi mai che ha trent'anni secchi meno di me.
Ascolto aperta ma non nascondo i paletti, anche se quando vedo nei suoi occhi la frustrazione la tentazione di cedere e di diventare amica è grande.

Insomma, come ogni mamma, ce la metto tutta.
Eppure ci metto oggi la firma che quando sarà adulta, in una chiacchiera in confidenza con la sua migliore amica davanti ad un bicchiere di vino, le dirà che avrebbe potuto essere migliore o più sicura o più felice se solo sua madre le avesse detto che...oppure non le avesse insegnato che... eccetera eccetera.

A volte noi genitori immaginiamo di poter vedere cosa i nostri figli diventeranno, abbiamo come una fretta di vedere il risultato.

Io in realtà non ho nessuna fretta, perchè me la sto godendo alla grande, minuto per minuto.

Ma su una cosa non vedo l'ora. Non vedo l'ora di sapere cosa ho trascurato, dove non sono stata brava.
Sempre che Marta me lo vorrà dire.

Thursday, October 02, 2008

Chi ha messo il flauto nel programma ministeriale delle elementari di sicuro non aveva figli.
E ancor più certamente non aveva gemelli.
(E forse neanche vicini di casa)

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