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Saturday, January 31, 2009

Non fossi stata madre credo non avrei imparato ad essere paziente.

Ma non paziente nel senso catto-vittimistico, paziente nel senso di sapere aspettare. Di sedersi sulla sponda, sola, sola come solo una femmina può sentirsi a volte, e, ancor più, sola come solo una mamma può sentirsi a volte.
E trattenere il fiato, sia esso di disperazione o di emozione o una proiezione di un sogno che è lì che si forma ma potrebbe sgretolarsi con un soffio sbagliato. E imporsi di controllare il guizzo dei muscoli o, peggio, il guizzo guitto dell'istinto che non ragiona. Riportare il desiderio per sé in una dimensione più grande, dare a quel desiderio più aria intorno. E aspettare di vedere che effetto farà tutto quell'ossigeno in più.
In genere l'effetto è una prospettiva fino ad allora non considerata, che stupisce e
inorgoglisce, un effetto quasi tattile di contatto con la vita.
Questa è la pazienza che ho imparato.
A volte ancora fa un male boia, soprattutto a una come me che per natura travolge ciò che incontra, lo divora e lo assimila nel corpo all'istante, lo accoglie e lo sposa senza tante domande, se mi piace, se lo voglio.
Ma oggi so che se aspetto un po' oltre, il male va via e arriva una nuova scoperta.
Se non fossi mai stata madre, non mi sarei conosciuta così profondamente capace di essere paziente.

Se non fossi mai stata madre, non avrei mai imparato a capovolgere i dati di fatto con realtà opposte altrettanto vivide. E più ancora, di tenere le due, tre o più prospettive insieme. E di giocarci come un ragazzo con le palline nei sotterranei della Circle Line.
Se ci fai caso son sempre allegri i ragazzi giocolieri nei metrò.
Sugli ambulanti che giocano o suonano nei corridoi del metrò io mi costruisco storie ogni volta che li vedo. Specie su quelli che suonano. Quando mi fermo ad osservarli, più che loro, guardo i passanti. Se ti posizioni con la giusta prospettiva, del tipo grandangolo, c'è da costruirci un romanzo. La musica rimbomba, tu vedi la gente scendere dal metrò distratta, o chiacchierante, incupita, o trascina una valigia. Sono un'entropia senza cadenza. E poi entrano nell'invisibile membrana della musica. Se osservi bene la scena, tutti, nello stesso identico punto, sostituiscono la scansione del passo, tutti, anche se l'espressione in faccia non cambia, le gambe si molleggiano e vanno a ritmo di musica.
Che non c'entra niente con il post, o forse si, perchè quel potere lì di mettere a tempo tanti corpi diversi si avvicina molto alla magia di pensare nero e bianco, e di capirlo, anche se fino a un secondo prima credevi che nè l'uno nè l'altro ti appartenessero veramente.

Se non avessi avuto figli non credo avrei mai avuto così tanti dubbi e non credo avrei mai imparato ad accettarmi così esitante e insicura, in questo mondo in cui noi donne siamo chiamate da un'aspettativa, che viene da chissà dove, a coincidere con un'immagine tailleurata e dura che così tanto stride con le nostre curve post parto.
Quando i miei tre bimbi (bimbi?) a tavola mi offrono candidamente tre diverse risposte ad una stessa domanda (che sommandosi alla mia (risposta) diventano quattro) il mondo si capovolge e io rido e urlo "aspettate, devo fare un reset..". Quando succede così ci vuole del fegato a pronunciare la frase successiva, con quei musini che ti guardano in cerca di verità.
E che verità posso darvi io? Quella in cui credevo l'avete appena messa in discussione, perdio.

Se non avessi avuto figli chissà cos'altro mi avrebbe portato a sentire così dentro la vita. Sicuramente qualcos'altro, a cui la contingenza non ha dato ossigeno.

Ai miei molti amici (strana coincidenza) che non hanno figli mi è capitato spesso di enunciare la mia teoria: "avere figli è come avere un orgasmo: o l'hai provato e sai cos'è, oppure non lo sai". Punto.

E' come avere un animale, cosa che solo di recente ho scoperto. Se non ti capita, semplicemente non ti capita di sondare certe estensioni a cui può arrivare l'animo umano.

Tuttavia non va trascurato il fatto che son ben certa di aver vissuto benone senza un gatto per 40anni....

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