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Saturday, October 17, 2009

Mercoledì

Marta: "mamma, oggi la prof di francese ci ha dato un castigo di classe per venerdì, tantissime pagine da studiare di cui la metà non ce le ha spiegate e 19 esercizi. E come faccio mamma, non mi basta tutto domani per fare, anche se studio tutto il giorno"
Io: Ussignur, e che avete combinato?
Marta: Niente mamma
Io: Seee, niente qualcosa
Marta: parlavano tutti a voce alta mentre lei compilava il registro, ma io no mamma
Io: Seee... tu no....
Marta: Mamma, lo so che mi dirai di no, ma mi dai il permesso di non fare questi compiti? La trovo ingiusta questa cosa del castigo di classe
Io: Va bene, puoi non fare il compito di castigo, ma a una condizione.
Marta: Quale?
Io: che sei sicura di poter far fronte alle conseguenze che saranno sicuramente due, una che devi essere pronta a spiegare alla prof. perchè non hai studiato e ad argomentarlo in modo intelligente, due che devi essere pronta a prendere un bel 2 che poi ti tocca recuperare
Marta: ok, tanto io sono brava in francese e un due lo recupero in fretta, prendo sempre 8 o 9
Io:  Bene, e per le argomentazioni cosa dici?
Marta: dico che non credo che le punizioni di classe servono a qualcosa, altrimenti non continueremmo a prenderle. E dico che non è giusto che io studi cose che non sono spiegate dalla prof., altrimenti cosa ci vado a fare a scuola?

Giovedì
Mi squilla il cellulare e lo schermo dice Q
Io: ciao Q
Marta: ciao ma'. Che faccio con i compiti di francese?
Io: non so, vedi tu....
Marta: mamma, ho pensato di fare i 19 esercizi e le pagine che ha spiegato, ma quelle che non ha spiegato no
Io: mi sembra un'ottima scelta, Q

Oggi
Mi squilla il cellulare all'ora di pranzo e lo schermo dice Q
Marta: mamma, mamma...mamma!!!
Tutta eccitata e ride e ride con l'amichetta vicina e parla due parole a me e poi risponde all'amichetta vicina, risolini, eccitazione irritante come lo è sempre quando capita che qualcuno di chiami e poi non stia veramente al telefono con te bensì sia in preda a una ridarella da cui tu sei escluso
Io: che c'è? che stai facendo con Pimpi? che è successo?
Marta: mamma, tremavo tutta
Io: come tremavi tutta, dove, quando?
Marta: mamma, la prof di francese oggi mi ha interrogato
Io: ussignur, e che è successo, hai preso due?
Marta: no mamma, tremavo tutta ma gliel'ho detto.
Io: come glielo hai detto?
Marta: le ho detto che non avevo studiato le parti non spiegate e lei mi ha chiesto perchè e io le ho detto tutta la faccenda delle punizioni di classe che non servono a niente e la faccenda che se io studio cose non spiegate a cosa serve andare a scuola. E lei mi ha chiesto perchè non servono le punizioni di classe e io ho detto che nessuno le prende sul serio e lei mi ha chiesto perchè penso che nessuno le prenda sul serio e io ho risposto che non lo so e lei insisteva e quasi io le rispondevo che mica la mia testa può leggere nella testa degli altri, ma mi sono trattenuta, mamma.

Tutto di un fiato me lo ha detto, sghignazzando che non ci credeva neanche lei.

Io: e la prof. che ha detto?
Marta: ha cominciato la sua manfrina sul fatto che non prendiamo sul serio le punizioni perchè siamo superficiali e poi mi ha interrogato.
Io: e come è andata?
Marta: bene. che culo mamma, sulla domanda che non sapevo è suonata la campana e continua mercoledì.

Quella vocina a telefono era così eccitata, non ci credeva neanche lei di averlo fatto. E la sua faccia stasera a cena era un misto di eccitazione e di serena sicurezza.

"Mamma, V. mi ha detto che non avrei avuto le palle di farlo. Poi dopo l'interrogazione, tornando al banco, mentre mi sedevo vicino a lui gli ho detto che ce le avevo le palle".

"E lui?"

Mi ha detto "bè, si"

A volte davvero non riesco a risalire a niente che mi possa spiegare da dove viene questa ragazzina fatta così, ma sono molto fiera di lei, e gliel'ho detto.

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