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Saturday, October 31, 2009

E anche quest'anno l'abbiamo sfangata 


















E ci hanno perfino dato il secondo premio...

Wednesday, October 28, 2009

Cose che non pensavo avrei mai detto 

Questa non è una famiglia, è una stazione ferroviaria.

Arrestatemi #2 

"Risponde la segreteria della dottoressa C. La dottoressa riceve chiamate per appuntamenti dalle 8.30 alle 9.15 del mattino. Per motivi di reale urgenza potete lasciare un messaggio e sarete richiamati"

"Buonasera dottoressa, sono la signora S. Giacomo ha tutti i sintomi della suina che mi ha raccontato l'altro giorno al telefono. Per la terapia ci sentiamo domani, ma mi può fare sapere stasera se è vero che i contagiati non possono stare a contatto con gli anziani? Cioè, posso lasciare Giacomo ai nonni domani?"

Non mi ha richiamato.

Monday, October 26, 2009

Capelli 

Mentre combatto l'ultima nuova avvincente frontiera della preadolescenza di Marta, che vuole farsi i capelli rasta e ha pure messo un sondaggio sul suo blog per convincermi (votate no, vi scongiuro) e preparato una petizione cartacea sulla quale al momento spiccano solo le firme dei fratelli e di Glenda ma chissà cosa ci aspetta domani, continua la mia lotta ai pidocchi e si, la mia disperazione è tale che mi piego alla sperimentazione.

L'ho fatto. Sono passata all'antiparassitario per gatti (spay, eh, non tra le scapole).

Arrestatemi.

Saturday, October 24, 2009

Statistiche scolastiche e dubbi di mamma 

Questo è ispirato da Life, che voglio proprio ringraziare. Ha lasciato questo commento nel mio post precedente, e ha sturato un rubinetto intasato da circa 8 anni scolastici di mamma:

faccio la prof. Se la classe fa chiasso, è difficile individuare chi non lo fa.E allora che si fa? c' è chi mette la nota, chi assegna compiti extra, chi mette la nota solo ad alcuni.
dare come compito qualcosa che non si è spiegato può anche accadere.
come mamma , avrei detto a mia figlia che non va messa in discussone la decisione della prof. Ne va di mezzo la credibilità e autorevolezza del docente.
questo è il mio pensiero.

E' l'ultima frase quella perfetta:

"come mamma , avrei detto a mia figlia che non va messa in discussone la decisione della prof. Ne va di mezzo la credibilità e autorevolezza del docente"

Life, hai ragione. Questo è stato sempre il mio pensiero, anche.
Sempre e a prescindere, le maestre, i prof. come pure gli allenatori dei vari sport che i nostri bambini fanno, non vanno mai messi in discussione, con i figli, mai. Oltre a togliere autorevolezza a loro, fai scricchiolare punti di riferimento importanti ai tuoi figli.

Io sono una fanatica del delegare, come mamma. Nasce tutto da un consiglio che mi diede una mia amica a Londra tanti anni fa quando Marta aveva pochi mesi: occhio non vede, cuore non duole. Cioè se lasci i tuoi figli in mano a qualcuno vuol dire che di quel qualcuno ti fidi e allora devi essere pronta ad accogliere quello che dirà, farà, insegnerà loro.

E insieme io sono anche una fanatica dei mestieri. Cioè se qualcuno fa un mestiere che io non faccio, è il suo e io non ci metto becco, perchè non so e quel qualcuno lo sa fare certo meglio di me.

Eppure, nonostante queste ferre premesse, come madre vacillo assai ultimamente, quando mi confronto con la scuola.

Perchè è facile difendere una maestra o una prof dall'esterno, dai racconti portati a casa, finchè i figli sono piccoli. Fila tutto liscio. Con un po' di skill di negoziazione, un po' di senso dell'umorismo, un po' di spirito d'osservazione e un po' di aiuto all'autoanalisi ancora tanto acerba in loro, noi mamme ce la caviamo. E possiamo tenere dentro la nostra eventuale critica all'operato dell'insegnante.

Ma quando i figli sono un po' più grandi, quando il loro spirito d'osservazione si specializza, quando il loro cervello comincia a percepire l'incoerenza, o comunque, più semplicemente, a ragionare con schemi e intuizioni più esperte, sempre più vicini a quelli adulti, allora le cose si complicano. Perchè l'evidenza dei loro ragionamenti ti inchioda, e non si accontentano più della storiella che magari non hai capito bene, o magari c'era un motivo dietro che tu sei troppo piccolo per vedere, o magari non ti sei accorto che il tuo tono era aggressivo.

Quando sono più grandi vedono di più, vedono le sfaccettature, analizzano e fanno critiche appropriate. Di fronte le quali, come mamma, sempre più spesso mi sento in imbarazzo a difendere l'insegnante. Perchè molto spesso la scelta si riduce tra difendere l'insegnante e passare per una madre poco intelligente o essere d'accordo con mia figlia per onestà intellettuale. E mi si scusi, ma tendo sempre più per la seconda.

La prof. in questione nel post qui sotto, ha assegnato una verifica di punizione al secondo giorno di scuola dopo le vacanze estive. Tra allora e il compito di punizione del post, c'è stato anche un ulteriore compito di punizione.
La prof. in questione entra in classe con le verifiche corrette, le sbatte sulla cattedra e dice "questa verifica l'avete fatta col cazzo".
La prof. in questione, inoltre, quando qualcuno fa casino in classe, lancia oggetti agli alunni, a volte anche sofisticati. Si narra addirittura di una gomma inserita all'interno di una gomma pane. Alcuni dicono fosse un temperino e che la gomma pane servisse a salvare il didietro alla prof nel caso avesse centrato un bersaglio.

Ma fatto sta che oggetto lanciato a essere umano non è bello.
E oggetto lanciato a essere umano da un prof. non è un bell'esempio.
Mia figlia potrebbe anche sentirsi autorizzata a farlo a casa, visto che lo fa la prof.

Ma adesso sto divagando. Il punto era il mio dubbio di madre nel rapporto con la scuola e una figlia ormai abbastanza grande da ragionare.

L'anno scorso, seconda media, circa a metà anno o forse poco dopo l'inizio, siamo stati tutti convocati in grande stile dalla preside per firmare il patto scuola-famiglia. Un evento serio, in Aula Magna, in cui il nostro senso civico anche più assopito veniva chiamato a forza fuori. Un bel documento che adesso non ho a portata di mano per citare bene. A memoria, era una lista di impegni da parte dei ragazzi e della famiglia nei confronti della scuola: non arrivare in ritardo, rispettare le consegne, rispettare il materiale tuo e degli altri, avere un linguaggio appropriato, vestire appropriato, non usare i cellulari.
E viceversa.
Un viceversa rassicurante, come madre. Che bello, la scuola mette per iscritto il suo rispetto per la famiglia e per l'educazione dei nostri figli.

Il patto scuola famiglia viene consegnato da firmare dopo un buon trenta minuti di lamentele da parte della preside sui giovani di oggi, sulle loro inclinazioni, sul fatto che tutte le classi siano difficili da tenere.

Quest'ultimo è un punto che ormai non ha più alcuna presa su di me. Ho tre figli, due in quinta elementare e una in terza media. Totale 8 anni di scuola, ma in realtà totale 15 (5 anni di elementari x 3 figli in 3 classi diverse) + 3 (anni di medie di una figlia) = 18 anni di scuola/classe. Se si conta che ogni classe ha in media 2 riunioni l'anno si può stimare con buona approssimazione che io mi sia fatta circa 33 riunioni di classe (ne ho tolte 3 perchè siamo solo al primo quadrimestre dell'anno in corso) + quella del patto scuola-famiglia.

Tutte le sacrosante 34 riunioni (e si badi che i gemelli sono in sezioni diverse), tutte ma proprio tutte, hanno avuto come esordio e centro focale dell'incontro una critica ai bambini e uno sfogo su come fosse difficile tenerli. Terribili, una classe difficile, intelligenti ma non si impegnano, vivaci da incanalare, bisogna che ci aiutiate a casa con l'esempio, facciamo quello che possiamo, non siamo riuscite a finire il programma perchè fare lezione è a volte impossibile.

Il primo anno, la prima riunione, son tornata a casa e ho fatto una bella lavata di capo ai miei figli.
Adesso, alla 34esima riunione sorrido e basta, torno a casa e li abbraccio. E' diventata una questione di statistica per me ormai, e fatico a credere agli insegnanti.
Perchè se dopo 5 o 3 anni di contatto così stretto con dei ragazzi, ancora non sono riusciti a trovare un modo per farsi ascoltare, non riesco più a credere che la colpa (perchè il messaggio di queste riunioni è sempre molto colpevolizzante) sia solo dei ragazzi.

Come madre, adulta, mi viene il dubbio che forse gli insegnanti dovrebbero fermarsi un attimo a capire perchè non riescono a tenere una classe, invece che lanciare compiti di punizione ogni due settimane.

Perchè se il compito dell'educatore a scuola è paritetico a quello di noi genitori a casa (vedi patto scuola famiglia) il lancio di compiti di punizione equivale al lancio sordo delle nostre sberle, e le sberle, sappiamo bene, noi madri, costruiscono solo muri e non spiegano, non dialogano.

La prima cosa che mia figlia ha fatto quando sono tornata a casa dopo la riunione-firma del patto scuola famiglia è stata leggersi il documento. Il che significa che io non ho molto spazio di manovra, come madre, per non mettere in discussione l'operato di una prof. se dice parolacce in classe, se lancia oggetti, se assegna punizioni invece di parlare.

Lo dico con il cuore, è difficile.

E' difficile essere genitori e immagino che sia difficile essere professori.

Però, c'è una cosa su cui difenderò sempre i miei figli. Hanno un cervello e una capacità analitica ed emotiva quando cominciano ad essere ragazzini.
Noi genitori dobbiamo farci in quattro per ottenere il loro rispetto a questa età. Dobbiamo stare attenti a trattarli come adulti, a ragionare con onestà, a non prenderli in giro. A noi genitori non ci ascoltano più in quanto mamme o papà, in quanto autorità genetica. Il loro rispetto lo otteniamo solo col confronto, che ormai è quasi a pari.

Mia figlia a 12 anni ha scritto questo.  La frase più toccante è:

A scuola ci obbligano a riflettere, che può anche essere una cosa positiva, ma ti fanno riflettere per farti trovare la risposta che hanno trovato loro, chiudendo il loro mondo sopra il nostro cielo.

Questi ragazzini pensano e vedono. E io finora non ho ancora trovato un insegnante che invece di dare loro colpe, ammetta che a questa età il loro rispetto si debba guadagnare e che questo sia il primo passo per avere una classe attenta e silenziosa.

A Life, che è prof. e che certo sa come si vive tutto questo dall'altra parte della barricata, chiedo come faccio così, da madre, a supportare la credibilità e l'autorevolezza degli insegnanti.

Mi piacerebbe davvero capire perchè i prof. danno punizioni così, cos'è che li muove. In cambio, sono pronta a svelare tutti i segreti per far soldi con un convegno.


Saturday, October 17, 2009

Mercoledì

Marta: "mamma, oggi la prof di francese ci ha dato un castigo di classe per venerdì, tantissime pagine da studiare di cui la metà non ce le ha spiegate e 19 esercizi. E come faccio mamma, non mi basta tutto domani per fare, anche se studio tutto il giorno"
Io: Ussignur, e che avete combinato?
Marta: Niente mamma
Io: Seee, niente qualcosa
Marta: parlavano tutti a voce alta mentre lei compilava il registro, ma io no mamma
Io: Seee... tu no....
Marta: Mamma, lo so che mi dirai di no, ma mi dai il permesso di non fare questi compiti? La trovo ingiusta questa cosa del castigo di classe
Io: Va bene, puoi non fare il compito di castigo, ma a una condizione.
Marta: Quale?
Io: che sei sicura di poter far fronte alle conseguenze che saranno sicuramente due, una che devi essere pronta a spiegare alla prof. perchè non hai studiato e ad argomentarlo in modo intelligente, due che devi essere pronta a prendere un bel 2 che poi ti tocca recuperare
Marta: ok, tanto io sono brava in francese e un due lo recupero in fretta, prendo sempre 8 o 9
Io:  Bene, e per le argomentazioni cosa dici?
Marta: dico che non credo che le punizioni di classe servono a qualcosa, altrimenti non continueremmo a prenderle. E dico che non è giusto che io studi cose che non sono spiegate dalla prof., altrimenti cosa ci vado a fare a scuola?

Giovedì
Mi squilla il cellulare e lo schermo dice Q
Io: ciao Q
Marta: ciao ma'. Che faccio con i compiti di francese?
Io: non so, vedi tu....
Marta: mamma, ho pensato di fare i 19 esercizi e le pagine che ha spiegato, ma quelle che non ha spiegato no
Io: mi sembra un'ottima scelta, Q

Oggi
Mi squilla il cellulare all'ora di pranzo e lo schermo dice Q
Marta: mamma, mamma...mamma!!!
Tutta eccitata e ride e ride con l'amichetta vicina e parla due parole a me e poi risponde all'amichetta vicina, risolini, eccitazione irritante come lo è sempre quando capita che qualcuno di chiami e poi non stia veramente al telefono con te bensì sia in preda a una ridarella da cui tu sei escluso
Io: che c'è? che stai facendo con Pimpi? che è successo?
Marta: mamma, tremavo tutta
Io: come tremavi tutta, dove, quando?
Marta: mamma, la prof di francese oggi mi ha interrogato
Io: ussignur, e che è successo, hai preso due?
Marta: no mamma, tremavo tutta ma gliel'ho detto.
Io: come glielo hai detto?
Marta: le ho detto che non avevo studiato le parti non spiegate e lei mi ha chiesto perchè e io le ho detto tutta la faccenda delle punizioni di classe che non servono a niente e la faccenda che se io studio cose non spiegate a cosa serve andare a scuola. E lei mi ha chiesto perchè non servono le punizioni di classe e io ho detto che nessuno le prende sul serio e lei mi ha chiesto perchè penso che nessuno le prenda sul serio e io ho risposto che non lo so e lei insisteva e quasi io le rispondevo che mica la mia testa può leggere nella testa degli altri, ma mi sono trattenuta, mamma.

Tutto di un fiato me lo ha detto, sghignazzando che non ci credeva neanche lei.

Io: e la prof. che ha detto?
Marta: ha cominciato la sua manfrina sul fatto che non prendiamo sul serio le punizioni perchè siamo superficiali e poi mi ha interrogato.
Io: e come è andata?
Marta: bene. che culo mamma, sulla domanda che non sapevo è suonata la campana e continua mercoledì.

Quella vocina a telefono era così eccitata, non ci credeva neanche lei di averlo fatto. E la sua faccia stasera a cena era un misto di eccitazione e di serena sicurezza.

"Mamma, V. mi ha detto che non avrei avuto le palle di farlo. Poi dopo l'interrogazione, tornando al banco, mentre mi sedevo vicino a lui gli ho detto che ce le avevo le palle".

"E lui?"

Mi ha detto "bè, si"

A volte davvero non riesco a risalire a niente che mi possa spiegare da dove viene questa ragazzina fatta così, ma sono molto fiera di lei, e gliel'ho detto.

Wednesday, October 14, 2009

To do list (things I have to face right now) 

- c'e' questo evento da chiudere, quello di Bruxelles. Un gran successo. Non mi capitava da tempo di essere salutata da tante persone al suono di "congratulation" dopo due giorni di quasi convivenza in una location.  Infatti, forse è stata la prima volta. 300 tutti contenti, roba da rotolarsi nell'orgoglio.

- ma capita che si lavori con gli americani e questi cominciano a produrre che tu stai prendendo il caffè dopo pranzo e ora che si decidono a risponderti tu stai cenando e sinceramente vorresti spegnere tutto, incluso l'animo, e invece.

- pidocchi. Ovunque. Non prude la testa anche a voi? Mi convinco che i pidocchi di madre siano meno resistenti dei pidocchi di tre figli e marito. Infatti, mi convinco che io non ce li ho, perchè lo spirito di sacrificio di una madre crea mondi paralleli. Però mi gratto e finito questo post mi deciderò a fare il trattamento. Oppure mi metterò direttamente il frontline tra le scapole come a Trilli e la farò finita.

- c'è anche l'evento a Novembre, quello che ci giochiamo una fetta di mercato e che ci ho messo dentro gli attori a recitare, che basta con 'ste conferenze soporifere, ma una cosa è avere belle idee e un'altra metterle in pratica

- la nostra casa è in vendita. A 40 anni ci viene lo schiribizzo di andare ad abitare in campagna. Tutta una rivoluzione di usi e consuetudini. Uno di quei salti nel nuovo che ti verrebbe tanto comodo succedessero naturalmente, che filasse tutto liscio, perchè allora vorrebbe dire che stai facendo la cosa giusta e che i mille dubbi che hai sul futuro tuo e dei tuoi figli tra campi di margherite si dipanerebbero come per una magia superiore, un segno. Ma invece la casa che abbiamo trovato, quella perfetta che già avevamo arredato in ogni angolo dei nostri sogni, è stata venduta e ci si chiede se sia un monito o se solo non esiste niente nella vita che non si debba fermamente volere e far succedere.
Perchè a volte, giuro, mi piacerebbe tanto lasciarmi andare, chiudere gli occhi e affidarmi a una certezza che anche abbassando la guardia le cose filerebbero per il verso giusto.
Sarebbe l'essenza di una coccola adulta.

- c'è anche l'evento in Spagna a dicembre, e quello a Milano a febbraio, e la fiera a maggio. Ognuno ha sostanze differenti ma tali che oggi, ora e nelle prossime poche settimane, vada fatto tutto. Contemporaneamente.

- Ah, prima che mi dimentichi, il polso di Giacomo oggi si è rotto. Gesso a angolo retto fino all'ascella. Ci sarebbe da scrivere un post. Andrebbe visto, questo bambino, che in classe al suo banco mi aspettava in silenzio con le lacrime sull'orlo dell'occhio. Non un lamento, solo quelle lacrime che continuavano a prodursi. Per tutto il pomeriggio al pronto soccorso, scherzi e paradossi e piccoli sorrisi e complimenti dai dottori e dagli infermieri per il coraggio mentre gli tiravano le estremità per metterle in linea e ingessarle. E poi sorrisi e  eccitazione per tutta l'attenzione degli amici, della nonna, della maestra che telefonavano. E le risate a mettere la maglietta, che adesso lo sappiamo,  prima si infila il braccio ingessato e poi il resto del corpo, ma i primi tentativi erano davvero buffi. I
Io dentro di me pensavo "ma come fa? ché a me viene la claustrofobia solo a guardarlo, con quel braccio che cerca gesti e trova la paralisi".
Poi stasera è arrivato in cucina. Aveva lo sguardo un perso, si era reso conto d'un tratto che per 25 giorni così era e sarà. In quello sguardo c'era tutto quello che io già sapevo sul disagio ma cercavo di risparmiargli.

A me lo sguardo perso dei bambini manda in panne. E' lo sguardo dell'intuizione, che parla senza il supporto dell'esperienza, e cerca conferme.

- Stanno cercando di fotterci un progetto su cui abbiamo investito forze e soldi per quasi due anni.

- Non so esattamente come sia successo, ma da tre giorni sono la rappresentante di classe di Giacomo. Domani ho da fotocopiare in 24 copie di due verbali e da distribuirli non so bene come.
Suppongo che il fatto che io li abbia già fatti dovrebbe essermi di consolazione stasera.
(In realtà, ne ho scritto solo uno, l'altro, quello generale di tutte e tre le quinte elementari, me lo sono fatto passare dalla rappresentante della quinta A - grazie Manuela, santa donna)

- il mio pc dà segni di disagio. Rallenta molto e a volte non fa quello che chiedo e devo togliergli la batteria per umiliarlo. Saranno le icone che riempiono il desktop a rallentarlo, ma ho il terrore che mi pianti in asso sul più bello. Devo fare qualcosa.

- ho iscritto tutta fiera di essermene ricordata i bimbi a catechismo.
Ho detto con nonschalance alla segretaria della parrocchia "quindi iniziano questo venerdì alle 5?"
"Ehmm... veramente signora, la prima lezione era venerdì scorso"
Ho toppato anche la prenotazione della visita di idoneità agonistica di Marta per la pallavolo. L'ho fatta troppo tardi, ci sono liste d'attesa di due mesi, il che vuol dire che Marta non potrà giocare nelle partite di debutto.
La dirigente accompagnatrice, molto comprensiva, mi ha detto "Oooh, che peccato, mi dispiace molto per Marta... chissà come si sentirà..."
Simpaticona. Certe persone secondo me le programmano alla nascita.
A dire il vero, Marta sta benissimo, sono io che mi sento una merda.

- il mio blackberry bippa a ore impossibili e mi accorgo che quel suono sempre più mi scava un fastidio nella pancia

- Marta non mangia più carne. E' da tempo che un brivido le corre giù dalla schiena di fronte ad una bistecca e siccome io sono mamma moderna, perfetta e lungimirante, che crede fermamente nella diversità e nel diritto di affermarla, diritto anche dei bambini, l'ho assecondata.
Mi venisse un'accidente.
Adesso cucino pasti doppi.

Sto bene. Non è che mi lamenti. Per carità. Sono felice.
Però, cazzo, nessuno, neanche la mia mamma, me lo ha mai detto che sarebbe stato così.

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