<$BlogRSDURL$>

Thursday, January 21, 2010

Mi sono svegliata stamattina e ho annaspato l'aria.
Ho cercato d'istinto le fila sciolte dal sonno e le ho ricomposte.
Come faccio ogni mattina.

La mattina quando apro gli occhi è un dramma, lo è sempre stato.
E' questione di metabolismo: la sera vado dritta come un treno, fino a notte, ma la mattina, la mattina è come se ogni volta facessi di nuovo tutta la fatica di venire al mondo.
E' come se la notte nel sonno io mi dissolvessi in materia libera, nella vera essenza di me che manco io conosco, e al risveglio mi debba ricomporre in una forma accettabile, la mia misura.

Raccolgo le fibre sciolte e le metto in ordine, poi bevo a letto la mia tazza di te earl grey, forte e scuro, mi risdraio e mentre aspetto che faccia effetto, programmo come vestirmi, vivo in anticipo la giornata, ripassando dove saranno i bambini, cosa devo fare io, cosa devono fare gli altri, che si cucina la sera eccetera.
Poi mi alzo e in 20 minuti secchi sono docciata, asciugata di capelli, truccata, pronta.
Pronti e via.

Le fila stamattina si sono ricomposte ma non trovavano l'assetto.
Mi han preso contropiede aggrovigliandosi tutte intorno a quel vuoto, un grumo disperato mosso dall'istinto di sopravvivenza.

'Sti cazzi quello che ho scritto venerdì, 'sti cazzi la forza che ci pervade nel climax emotivo e il romanticismo del ricordo, e la gratitudine per il passato.

La realtà vera è un'altra e affiora dopo.
Non è un film strappalacrime.
Sai cosa c'è? Non è uno scherzo.
La morte non è uno scherzo.

Scuoto la testa come un ubriaco che cerca di ristabilire un contatto con le cose e con i pensieri.

Non serve.

Mi manca già.

Comments:

Post a Comment

This page is powered by Blogger. Isn't yours?