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Wednesday, March 10, 2010

Digital motherhood 

Mentre sono in cucina a sentire la lezione a Davide, mentre solo il corridoio, in larghezza non in lunghezza, mi separa da Marta, lei scrive questo al computer.

Antefatto:
"mamma, posso accendere il pc?"
"sei hai finito i compiti, certo che puoi"

Ora, vorrei solo riflettere su questo straordinario fatto che mia figlia, mentre io sono a tre passi di distanza, dopo che le ho dato il la ad accendere il pc, si dedichi al suo blog e intitoli il post: Mamma: niente di grave. E' solo crescere, penso.

E' semplicemente straordinario.

E no, eh. Non mi si cominci a dire quelle banalità del tipo che è mancanza di comunicazione reale tra madre e figlia.
Perchè me le sento già nella testa le frasi che direbbero alcuni miei amici/colleghi/parenti/conoscenti: "internet non fa più parlare le persone, non c'è più contatto fisico"; "non trovi raccapricciante che tua figlia ti parli via blog?"; "stai attenta, non è un buon segno, cerca strade per raggiungerti (della serie: è inquieta e sola e non sa come parlarti); "mi fa senso che tu legga il suo blog e lei il tuo"....

Ho letto il suo post sul blackberry praticamente guidando mentre accompagnavo Giacomo e Davide a rugby.
Ero entrata nella sua stanza mentre scriveva per dirle di prepararsi chè dovevamo andare e l'occhio mi era caduto sullo schermo, esattamente sulla frase "Penso che devo scappare".
Frase che fa suonare insieme tutti i campanellini d'allarme che una madre può avere dentro, figuriamoci una impulsiva come me.

Ho riso molto, moltissimo. Di orgoglio e di tenerezza e di calore.

Stasera mentre cucinavo le ho detto: "visto che tu mi scrivi con me di fianco, vuoi che ne parliamo o solo che ti risponda mentre stasera sei a letto oltre il muro dela sala?"

Lei è scoppiata a ridere, di riso complice.

Mi ha detto "Mamma, è che mi sembrava troppo triste quello che scrivevo e poi tu ti preoccupi"

Ne abbiamo parlato, neanche poi così a lungo. Le ho detto semplicemente che pensare è il motore del mondo e che non deve spaventare mai.

Trovo straordinario che mia figlia abbia tante strade per parlarmi e possa scegliere quella che la fa sentire più a suo agio.

Trovo ancora più straordinario che mia figlia mi includa nel suo blog, che è terra sua, è un suo strumento, perchè lei è digital native, e lo usa come una estensione naturale del linguaggio e delle relazioni.

Trovo straordinario che mia figlia mi parli a voce, spesso (a volte troppo spesso: quando comincia il suo filosofeggiare alle 10 di sera dopo cena è diventato ormai uno scherzo tra noi, che le chiedo dov'è l'interruttore, quello del Cicciobello sulla schiena, per intenderci), ma anche online.

E che mischi le due senza neanche accorgersene.

E' un buon segno, e me lo tengo stretto.

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