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Friday, June 04, 2010

La tuba nera 

So sedermi a riunioni con molti amministratori delegati di multinazionali - nel mio piccolo...chè in realtà la maggior parte delle volte sto solo zitta ad ascoltare...e comunque anche questa è un'arte ;) -, so partorire due gemelli di parto naturale (dopo aver partorito la prima figlia con un cesareo), so come uscire da un attacco di panico, e cucinare ogni sera un pasto caldo per 5, giorno dopo giorno, qualsiasi cosa succeda durante il giorno.
So fare il giocoliere con decine di relatori alla volta, nelle decine di convegni che organizziamo ogni anno e so anche ospitare una classe di 24 adolescenti per la festa di fine anno.

So negoziare l'acquisto di una casa abbassando il prezzo di 70mila euro e pure dimezzare le commissioni degli agenti immobiliari. So sgridare i miei figli e dire loro no anche se dentro tremo di insicurezza. So perfino, incredibile, smanettare un pochino con l'html e farti una newsletter decente.

So anche fare altre cose che ora non mi vengono in mente ma sono sicura che alcune sono difficili, o comunque impegnative e, in genere so tenere la tensione dentro niente male e sfoderare sorrisi comunque (mi aiuta che da sempre non riesco a prendermi molto sul serio).

Mi sento abbastanza in charge della mia vita. Insomma, fatto salve tutte le pippe mentali che mi faccio ogni momento ma che non dico a nessuno, la maggior parte delle volte, in genere, mi sento un'adulta, responsabile, efficiente quanto basta o quanto necessario.

Non piango quasi mai per questioni di lavoro o per situazioni critiche. Trovo sempre il modo di contestualizzare, forse di giustificarmi. Comunque di vedere le cose con una certa lucidità.

Poi mi arriva tra capo e collo questo task all'apparenza semplicissimo: "mamma, per dopodomani mattina ho bisogno di una tuba nera o di una bombetta, per la recita".

Naturalmente il task viene annunciato sabato sera e il dopodomani ha in mezzo la domenica, notoriamente giorno di festa che prevede tutti i negozi chiusi.

Ma niente paura. So gestire anche questo e so l'ubicazione di tutti i giornalai che sono anche cartolai nel raggio di 15 km da casa nostra: il cartoncino Bristol nero è nelle mie mani dopo poche ore.

Mi armo di riga lunga, forbici, taglierino, colla, scotch, metro per la circonferenza della dolcissima testa di Davide, pinzatrice e comincio a misurare, tagliuzzare, sfilacciare, perfezionare.

Sbaglio completamente la tecnica perchè per fare la tesa dovevo usare il compasso, mica la riga. I lembi così non combaciano.

Mi armo di compasso.

Uso gli scampoli di cartoncino rimasti e ne risulta un collage abbastanza patetico. Una tesa tutta stortignaccola aggrappata con punti metallici asimmetrici al cilindro di una tuba sproporzionata
E' oggettivamente orribile.

Non posso che uscirmene con un "Scusa, Davide, mamma non è molto brava...."
Lui si apre in un sorriso candido ed entusiasta "è bellissimaaaaaa, mamma!!! Grazie, grazie!!!!"

Va a nanna.
Bacino.
Bacino.

Torno in cucina, guardo la tuba nera e piango assai. Come una bambina.

Non so fare una tuba nera col cartoncino Bristol.

Non è una questione di perfezionismo, di super omo-donnismo. Nella vita va benissimo avere dei limiti, mi piacciono un sacco i limiti perchè sono veri e umani.

Ma no, no, batto i piedi per terra di frustrazione materna. La tuba nera, no: stasera è l'unica cosa che veramente vorrei saper fare bene, è importante.
Doveva essere bellissima per la recita di Davide.

(E tremo all'idea di quello che mi aspetta, perchè nella stessa recita Giacomo dovrà indossare un cappello da notte lungo, bianco e con il pon pon)

Comments:
Non ti sarà di grande consolazione, ma io non so neanche cosa sia un cartoncino bristol...
Sono completamente negata in qualsiasi tipo di operazione manuale o di sartoria, e per completamente intendo davvero completamente.
Per fortuna che ormai la maggior parte degli operatori scolastici si è resa conto di questa cosa, e da noi i costumi per le recite o sfilate le fanno direttamente a scuola coi ragazzi.
PS: mi insegni come si fa a uscire da un attacco di panico?
 
la so: è peter pan.
 

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