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Tuesday, February 01, 2011

Nobiltà 

La vera verità è che i miei figli crescono ma io son sempre la solita mamma.
E' il solito try and error, anche dopo quasi 14 anni di questo lavoro. Incredibile.
Farò bene? E chi mi dice che faccio bene?
Orecchie sempre tese alle parole, per capire se la direzione è quella giusta; paroline messe lì ad hoc per tastare se le opinioni sono sensate, se le relazioni con gli amici sane, gli ormoni ancora sotto controllo e l'educazione basilare in place.

Stasera a cena ho raggiunto un momento di vero sconforto.
C'erano chiacchiere e la solita confusione.
Giacomo mette i gomiti a V sul tavolo. "Giacomo togli i gomiti dal tavolo".
Tuona un rutto e le risate sopraffanno i miei occhi truci. Alzo la voce e sgrido. Ancora risolini.
Mi volto, Giacomo ha rimesso i gomiti sul tavolo.
Mi dispero ma non faccio in tempo a arrabbiarmi ancor di più che Marta comincia a raccontarmi dei suoi (unici) tre compagni di classe maschi.
"Mamma, capirai, solo tre. Uno è un pesce lesso, l'altro parla solo di moda e plastiche estetiche e il terzo, bè, il terzo è P. (P. è suo amico da tempo e quindi non c'era bisogno di descrivermelo).
"In che senso quello parla solo di moda e chirurgia?", faccio io
E lei risponde "è ricco, è nobile e molto egocentrico, parla solo di quanto è bello e bravo lui"
"Nobile?", faccio io curiosa.
"Si, sai cosa mi ha detto l'altro giorno?"
"Che ti ha detto l'altro giorno?"
"Mi ha detto, tirandosela un casino: sai che sono nobile?"
"Ma dai?? E tu che hai risposto?"
"Sai che siamo una Repubblica?"

All'istante mi è svanito lo sconforto.

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